
8 marzo con le donne di CRISPR a Genova



Questa illustrazione accompagna la rassegna firmata da Jennifer Doudna insieme a Joy Y. Wang sul numero di Science del 18 gennaio. Titolo “Tecnologia CRISPR: un decennio di editing genomico è solo l’inizio“. Nei dieci anni trascorsi dall’invenzione della tecnica, gli sforzi sono stati orientati a perfezionare le piattaforme per inattivare i geni bersaglio, usarle per creare topi e altri animali modello per lo studio delle malattie umane, fare screening genetici ed editing multipli. Le applicazioni in medicina e agricoltura stanno già iniziando a concretizzarsi e serviranno come base di partenza per le innovazioni del prossimo decennio.
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Il modello classico di CRISPR, quello premiato con il Nobel nel 2020, taglia entrambi i filamenti del DNA grazie alle affilate forbici molecolari dell’enzima Cas9. Disattivando parzialmente le forbici e aggiungendo alla Cas9 un altro enzima (retrotrascrittasi, RT nella figura) qualche anno fa è stato inventato il “prime editing”, che è più accurato ma può cambiare al massimo qualche decina di lettere. Ora a questi due pezzi è stato assemblato un terzo elemento (LSR, che sta per grande ricombinasi a serina). Il nuovo strumento a tre blocchi potrebbe rivelarsi utile per curare le malattie genetiche in cui non basta correggere un piccolo refuso ma è necessario sostituire un gene nella sua interezza. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)
Le inventrici di CRISPR Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna hanno vinto il Nobel per la chimica nel 2020, anno pandemico, perciò hanno dovuto aspettare oggi, 10 dicembre 2022, per vivere la cerimonia del Nobel. In questo video viene applaudito anche Giorgio Parisi, Nobel per la fisica 2021.

La natura è la più grande inventrice: ha avuto miliardi di anni per fare esperimenti. Non c’è da stupirsi, dunque, che il mondo microbico sia sempre stato una fucina naturale di invenzioni biotech e continui a riservare sorprese ai genetisti. Questa volta ad accendere l’entusiasmo della comunità scientifica sono due lavori pubblicati da poco su Cell e su Nature dalla co-inventrice di CRISPR Jennifer Doudna e da un’altra scienziata di Berkeley che è considerata la più abile esploratrice della diversità molecolare microbica: Jill Banfield. Le loro strade si erano incrociate in modo fatale nel 2006, quando Doudna ha sentito pronunciare per la prima volta la parola CRISPR proprio dalla bocca della collega. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)

Le inventrici di CRISPR Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, ritratte da Herlinde Koelbl per il libro Fascination of Science che la fotografa (celebre per i suoi lavori su Angela Merkel) ha dedicato a scienziate e scienziati. Le foto, attualmente in mostra presso il Koch Institute, catturano “la connessione tra personale e conoscenza, tra mente e mano” di pioniere e pionieri della ricerca.

Chiata Lalli e Anna Meldolesi dialogano al teatro Faraggiana di Novara, all’interno del ciclo di incontri curato da Telmo Pievani. L’appuntamento è il 13 novembre alle ore 11. Titolo: Invenzioni per il mondo. Abstract: Perché la tecnologia ci fa paura? Perché immaginiamo più spesso le conseguenze negative e non quelle positive? Dal taglio cesareo alle forbici genetiche, dalle tecniche per la riproduzione assistita ai salvataggi genetici dall’estinzione, un excursus su innovazioni passate e future.
