
Buone feste da CRISPeR Mania!



Il Premio Giornalistico Categoria Stampa e Web è stato assegnato quest’anno ad Anna Meldolesi per l’ampio approfondimento “Fare luce sul genoma oscuro” pubblicato su Le Scienze. Negli articoli che lo compongono viene raccontato lo sforzo in corso per scoprire la funzione dei tanti geni che costituiscono il “dark genome”, nella speranza di individuare nuovi bersagli terapeutici. La giornalista è stata accompagnata sul palco dal Direttore di Le Scienze, Marco Cattaneo. Ad assegnare il Premio ad Anna Meldolesi è stata Anna Maria Zaccheddu, divulgatrice scientifica dell’Ufficio Comunicazione della Fondazione Telethon, membro della Giuria. La Fondazione Telethon è tra i promotori del Premio fin dalla prima edizione.
Una carrellata delle prime reazioni a caldo, da aggiornare via via. Per saperne di più sulla storia della terapia per anemia falciforme e talassemia appena approvata in UK, suggerisco questo mio articolo per Osservatorio Terapie Avanzate.
Il primo è un innovatore di CRISPR (dal suo laboratorio sono usciti i correttori di basi, che sono un’evoluzione delle classiche forbici genetiche). Il secondo ha una malattia genetica che lo fa invecchiare precocemente (progeria) e ha deciso di prendere in mano il proprio destino diventando biologo. Sono l’uno fonte di ispirazione per l’altro e in questo video ci raccontano perché.

“Nel mondo animale ci sono specie naturalmente capaci di far nascere una nuova vita da una cellula uovo non fecondata, sempre o in circostanze eccezionali (recentemente è stato scoperto un caso in una femmina di coccodrillo). Ma con lo zampino delle biotecnologie è diventato possibile eliminare il contributo maschile anche in specie che hanno sempre fatto affidamento sulla riproduzione sessuale. Manipolando degli ovociti in vitro, dei ricercatori cinesi sono arrivati al risultato nel topo. L’ultima novità è stata annunciata su Current Biology: usando la tecnica CRISPR per accendere e spegnere combinazioni diverse di geni, un gruppo di Cambridge è riuscito a identificare le basi molecolari della partenogenesi nel moscerino della frutta e a trasferire artificialmente questa caratteristica in un ceppo che non l’aveva. Dopo essere state dotate del giusto corredo genetico, alcune femmine hanno messo al mondo altre femmine, anche loro capaci di riprodursi in assenza di maschi. Ovviamente siamo ben lontani da qualsiasi applicazione sulla specie umana, per motivi sia tecnici che etici, ma non ci sono rischi a esplorare con l’immaginazione la possibilità teorica che le donne riescano a procreare da sole”. E proprio a questo è dedicata la rubrica mia e di Chiara Lalli oggi su 7, il magazine del Corriere della sera.

Le notizie e gli aggiornamenti sulla scienza di CRISPR tornano a settembre, a presto!

La caccia ai tesori molecolari nascosti in funghi e vongole ha portato alla scoperta di proteine simili a CRISPR che possono essere programmate per correggere il DNA umano.
“La natura non fa salti”, hanno affermato molti pensatori del passato, ma i genetisti dei giorni nostri possono indicare molte eccezioni alla regola. I trasposoni sono geni mobili per eccellenza e saltano da un punto all’altro del genoma. In particolare quelli associati al sistema OMEGA, scoperto due anni fa nei batteri, si dirigono in punti di atterraggio prescelti grazie a una sorta di Gps programmabile simile a CRISPR. E ora un fenomeno del genere è stato individuato anche negli organismi con cellule dotate di nucleo, i cosiddetti eucarioti di cui fanno parte funghi, piante e animali. Il gruppo di Feng Zhang ha già iniziato a studiare al Broad Institute il potenziale di questi elementi, detti Fanzor, come strumenti di editing genomico. [Continua su Osservatorio Terapie Avanzate]

Dottoressa Meldolesi, nelle biotecnologie sta avvenendo una rivoluzione silenziosa?
Credo di sì. La bioeticista Alta Charo dice che ci si accorge delle rivoluzioni solo dopo che si sono verificate. Certo, da quando undici anni fa è stato pubblicato il primo studio su CRISPR se ne è parlato, e non poco. D’altronde, si tratta di una tecnologia così precisa, versatile e accessibile da consentirci di intervenire potenzialmente sul DNA di qualsiasi organismo: dai batteri agli esseri umani. Oggi però l’attenzione sembra essere un po’ scemata, ma al contempo proprio ora stanno arrivando risultati sempre più rilevanti. [L’intervista firmata da Riccardo Maggiolo continua su huffingtonpost.it]



La doppia elica del DNA sta per compiere 70 anni. Chiara Lalli ed io ne abbiamo scritto sul magazine del Corriere nella nostra rubrica DuePunti. Ma come omaggio mi sembrava ancora un po’ pochino. Perciò ho chiesto aiuto all’intelligenza artificiale: “Caro Chat, mi improvvisi un rap dalla doppia elica a CRISPR?”. Detto, fatto.
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