CRISPR snack a Montecitorio

crispr snack

credit: The Atlantic

Non sarà questo della foto, ma si tratterà comunque del primo assaggio pubblico di un prodotto CRISPR consumato in Italia, e uno dei primi al mondo. A base di riso editato made in Italy, secondo i ben informati. L’annuncio è stato fatto dall’Associazione Luca Coscioni, che dà l’appuntamento per il 18 settembre alle 10 di mattina, prima nella sala stampa della Camera dei Deputati e poi in Piazza Montecitorio. Obiettivo: richiamare l’attenzione di politica, media e comunità scientifica sul grande potenziale dell’editing genomico in campo agrario, sulla necessità di sbloccare l’impasse delle autorizzazioni per i campi sperimentali nel nostro paese e sull’importanza di una mobilitazione su scala europea in risposta alla sentenza della Corte del Lussemburgo che ha equiparato le piante editate agli OGM. Il primo pasto crispico è stato consumato in Svezia: tagliatelle con cavoli biotech. Si ricorda anche una cena di gala geneticamente editata (ma con tecniche diverse da CRISPR) in un ristorante alla moda di Manhattan. Questa volta però l’iniziativa non sarà goliardica né pubblicitaria. Piuttosto un’azione dimostrativa nel tipico spirito della tradizione radicale, per rivendicare il diritto alla libertà di ricerca, che rischia di essere soffocato dalla sovra-regolamentazione.

Rivoluzione senza frontiere

CRISPR Democratization

CRISPeR maniaci di tutto il mondo unitevi. Il CRISPR Journal mette in copertina la democratizzazione dell’editing genomico e dedica un approfondimento alla società no-profit che sta globalizzando l’avventura scientifica di CRISPR. Si chiama Addgene e funziona come centro di raccolta e smistamento degli ingredienti chiave di questa tecnologia. Qualche tempo fa la MIT Technology Review l’ha paragonata a un’Amazon (o a un’Ikea) capace di soddisfare le richieste per componenti biologiche in arrivo da tutti i paesi del mondo, o quasi. Ma in questo caso l’obiettivo non è guadagnarci sopra. Continua a leggere

CRISPR, reinventiamo l’acronimo!

Crispr scarabeoCambiare nome non avrebbe senso. Ci siamo abituati e ci piace così. Ma il significato letterale dell’acronimo CRISPR ormai ci va stretto. Perché non reinventarlo? Nell’immagine sotto c’è la spiegazione ufficiale dell’acronimo, così com’è stato coniato dal microbiologo Francisco Mojica, e poi a seguire un paio di proposte avanzate da me. Perché quando si dice CRISPR, è raro ormai che ci si riferisca alle sequenze batteriche che sono servite come fonte di ispirazione per i biotecnologi. Ci si riferisce quasi sempre alla tecnica di editing genomico, che dovrebbe chiamarsi CRISPR-Cas ma viene comunemente accorciata in CRISPR. Il gioco per trovare nuovi significati al vecchio acronimo è aperto a tutti i CRISPeR-maniaci. Qualche idea?  Continua a leggere

Mostri CRISPR e popcorn: tutti al cinema!

Rampage

Lo dico subito: a me è piaciuto e non sono affatto preoccupata che tanta gente impari la parola CRISPR guardando questo film di Brad Peyton, pieno di esagerazioni e di devastazioni. Perché un po’ di divertimento non ha mai ucciso nessuna tecnologia. E perché, pur essendo a tutti gli effetti un popocorn movie, questo film è meno banale di quel che potrebbe sembrare dal trailer. Continua a leggere

Il primo fanta-thriller su CRISPR

changeagent

Anno 2045, l’umanità vive al culmine dell’era CRISPR. Gli Stati Uniti hanno perso via via la fiducia nella scienza e, insieme a questa, la supremazia scientifica. La capitale tecnologica del mondo è ormai Singapore. In “Change Agent”, il techno-thriller firmato da Daniel Suarez, la notte è rischiarata da alberi bioluminescenti, i bambini giocano con animali neotenici, chi vuole lo sballo se lo procura con molecole su misura per il proprio genoma. Il diritto internazionale proibisce di editare il DNA umano, se non per una ristretta lista di malattie genetiche approvata dall’Onu. Ma pochi anni dopo la ratifica, l’UN Treaty on Genetic Modificaction è già lettera morta. Continua a leggere