Il primo fanta-thriller su CRISPR

changeagent

Anno 2045, l’umanità vive al culmine dell’era CRISPR. Gli Stati Uniti hanno perso via via la fiducia nella scienza e, insieme a questa, la supremazia scientifica. La capitale tecnologica del mondo è ormai Singapore. In “Change Agent”, il techno-thriller firmato da Daniel Suarez, la notte è rischiarata da alberi bioluminescenti, i bambini giocano con animali neotenici, chi vuole lo sballo se lo procura con molecole su misura per il proprio genoma. Il diritto internazionale proibisce di editare il DNA umano, se non per una ristretta lista di malattie genetiche approvata dall’Onu. Ma pochi anni dopo la ratifica, l’UN Treaty on Genetic Modificaction è già lettera morta.

Nel sud-est asiatico una rete internazionale di laboratori illegali è pronta a soddisfare ogni capriccio degli aspiranti genitori. Un piccolo edit al gene DAF2 per aggiungere 30 anni di vita. Un cambiamento al gene DLG3 per la memoria, una serie di edit ai gruppi genici M1 e M3 per l’intelligenza. Ci sono 3 miliardi di lettere nel genoma umano. La maggior parte delle persone si accontenta di 6-12 edit minori. Alcuni sono più costosi di altri, ma si può dare un prezzo all’amore per i figli? L’editing degli embrioni umani, comunque, è ben poco in confronto alla scoperta che nessuno si aspetta. A dispetto di ciò che andavano dicendo gli scienziati, il “live editing” è possibile. Benvenuti nel mondo della post-identità. Si può prendere un individuo adulto e iniettargli l’“agente per il cambiamento” che dà il titolo al libro. Il trattamento lo manderà in coma, come una crisalide che si prepara a diventare farfalla. Ma al risveglio avrà genotipo e fenotipo mutati. Il vero Brad Pitt ha superato gli 80 anni ormai, ma nei centri per la revisione genetica che accolgono i turisti dell’editing si aggirano decine di sue giovani copie. Dietro al lunapark distopico, immancabilmente, si nascondono traffici disumani. Il detective Kenneth Durand riuscirà a fermare il cartello del crimine genetico?

Non voglio svelare di più della trama, ma a leggere questo libro mi sono divertita parecchio. Il repertorio delle minacce bioetiche non è sempre freschissimo e ogni tanto viene da chiedersi cosa Crichton avrebbe saputo fare di meglio e di più. La scienza di Suarez però è ben raccontata, brillante, quasi plausibile, all’altezza delle mie aspettative di CRISPR-entusiasta.

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