Parlano di noi
Il giornale dell’Università di Padova: E l’uomo creò l’uomo, testo non certo semplicistico ma abbordabile anche per i non addetti ai lavori e appetibile per chi avrebbe più orecchio per temi sociali ed umanistici grazie ai molti riferimenti dotti e pop a universi storico, letterari, cinematografici con cui la Meldolesi, biologa con master in comunicazione della scienza, arricchisce la narrazione scientifica […].
Il magazine Strade: Come racconta la giornalista Anna Meldolesi nel suo libro, l’idea di sfruttare questo raffinato meccanismo per applicazioni biotech è venuta a tre scienziati che oggi si contendono brevetti e che un domani si contenderanno quasi certamente un premio Nobel: sono l’americana Jennifer Doudna, la francese Emmanuelle Charpentier e il cinese Feng Zhang […].
Ingegneria o editing. Per l’opinione pubblica fa differenza?

Il destino delle nuove tecnologie è condizionato dalla loro accettazione sociale. Ha senso, dunque, chiedersi se la metafora dell’editing possa far apparire la nuova tecnica di modificazione genetica CRISPR più rassicurante dei vecchi approcci, facilitandone l’adozione. Alcuni bioeticisti hanno considerato questa idea tanto plausibile da scriverne sull’American Journal of Bioethics, ma si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare dati alla mano. Un contributo concreto al dibattito arriva ora da uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, secondo cui questo tipo di metafore avrebbe uno scarso impatto sulla percezione pubblica. Continua a leggere
Le zanzare editate contro la malaria sul Corriere

Ho visitato per il Corriere della sera il nuovo laboratorio di ecologia-genetica del Polo GGB di Terni, dove stanno per arrivare le zanzare biotech del progetto internazionale Target Malaria, quello finanziato da Bill Gates. Per due giorni potranno farlo anche studenti, insegnanti, cittadini. Le parole d’ordine sono trasparenza e public engagement.
CRISPR su Rivista micron
Nessuno è perfetto. Né CRISPR né la peer-review

La perfezione non è di questo mondo, e nemmeno di CRISPR. Ma chi la settimana scorsa ha suonato la campana per la più celebrata tecnica di editing genomico dovrà, probabilmente, ricredersi. Dalla comunità scientifica infatti si sono levate numerose voci critiche riguardo allo studio appena pubblicato da Nature Methods sulle “centinaia di mutazioni inattese” causate da CRISPR. E alcuni ricercatori hanno già annunciato di essere sul punto di pubblicare delle analisi che contraddicono le conclusioni dell’esperimento. Continua a leggere
Inaspettatamente CRISPR
Tripletta di notizie impreviste (e imprevedibili) questa settimana. Lo storico della medicina Nathaniel Comfort ha stroncato su Nature l’attesissimo libro della regina dell’editing genomico, Jennifer Doudna (“A crack in creation”). Le quotazioni delle società dedicate a CRISPR sono cadute dopo la pubblicazione di un piccolo studio preliminare sulle mutazioni fuori-bersaglio. New Scientist ha annunciato l’imminente avvio di una ventina di sperimentazioni umane, per lo più in Cina.
Oscar Farinetti dice sì

Leggere milioni di anni di storia, condensati in un centinaio di pagine e raccontati attraverso dei dialoghi di fantasia tra giganti come Leonardo da Vinci e personaggi immaginari come l’acciuga Alice, fa un effetto spaesante. Inutile negarlo. Ma recensire questo libro pubblicato da Feltrinelli come se fosse un saggio scientifico sarebbe da stupidi. “Ricordiamoci il futuro. Sette racconti e un riassunto” va considerato per quello che è, un manifesto creativo del Farinetti-pensiero ed è degno di nota che contenga una netta apertura alle nuove biotecnologie di precisione. Se l’inventore di Eataly è così influente come si dice, sul piano politico, e se è davvero così bravo a interpretare le tendenze del marketing, come suggerisce il suo successo imprenditoriale, allora questo libro è una buona notizia per diverse ragioni. Appare molto più benevolo nei confronti della scienza e dell’innovazione rispetto al manifesto dato alle stampe una dozzina di anni fa dall’amico-rivale di Slowfood, Carlo Petrini (“Buono pulito e giusto”). Ma riesce ugualmente, e forse di più, a parlare al cuore e alle papille gustative dell’Italia che piace. In definitiva lascia sperare che un compromesso sia davvero possibile: agli OGM in agricoltura Farinetti continua a dire no, ma alle tecniche di miglioramento genetico che evitano l’inserzione di geni estranei, secondo lui, possiamo e dovremmo dire sì. Continua a leggere
CRISPR su Scienza in Rete

di Luca Carra
Immaginiamo degli studiosi che conducono ricerche sui sistemi di difesa dei batteri dall’aggressione dei virus: apparentemente quanto di più “di base” si possa immaginare nella ricerca scientifica. Poi succede che una coppia di brillanti ricercatrici compia il salto che porta questo filone di ricerca a generare uno strumento capace di cambiare l’uomo, le piante e gli animali, a correggere e manipolare il patrimonio genetico con la finezza di un correttore di bozze. Lettera per lettera. Nel 2012 l’editing genomico che risponde all’acronimo CRISPR/Cas9 conquista le pagine di Science con un primo articolo che suggerisce proprio questo: adottare il macchinario molecolare dei batteri per operazioni di taglia-incolla di sequenze geniche potenzialmente in grado di estirpare malattie, consentire trapianti da animale a uomo senza rigetto e infezioni, creare piante più produttive e resistenti. Tutto questo senza necessariamente inserire geni estranei. Schivando in qualche modo la sindrome anti OGM. Di questo capolavoro parla il libro di Anna Meldolesi, biologa e giornalista del Corriere della Sera, che riesce a condurre il lettore nella decifrazione di un’impresa scientifica che nel titolo richiama l’azzardo estremo dell’autopoiesi: “E l’uomo creò l’uomo”. (Continua qui)
La terapia genica incontra CRISPR
L’idea di base è semplice e ambiziosa: curare un numero crescente di malattie correggendo i difetti genetici che le causano. Dopo anni di tentativi, aggiustamenti, ripartenze, nel campo della terapia genica si respira decisamente aria di ottimismo. L’istituto dedicato del San Raffaele-Telethon ha già trattato con questo approccio ben 58 pazienti, tra immunodeficienza ADA-SCID, leucodistrofia, sindrome di Wiskott-Aldrich e beta talassemia. Allargando lo sguardo al mondo intero il conteggio si avvicina a quota 300. Mentre all’orizzonte si intravedono le nuove potenzialità offerte da CRISPR, la tecnologia emergente per l’editing genomico. Ne abbiamo parlato con Luigi Naldini, che dirige l’Istituto per la terapia genica di Telethon e San Raffaele di Milano ed è l’unico italiano interpellato dall’Accademia americana delle scienze per la stesura dell’ultimo rapporto dedicato all’editing del genoma umano. Continua a leggere

