La prima volta di Londra. L’altra via all’editing degli embrioni

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Sono i primi embrioni umani geneticamente editati in Europa a comparire nella letteratura scientifica. Ma rispetto agli esperimenti cinesi e a quello più recente effettuato negli Stati Uniti, presentano una differenza fondamentale. Il lavoro appena pubblicato su Nature non rientra in un progetto per la terapia genica embrionale. Il gruppo del Francis Crick Institute di Londra, infatti, non si è dato come scopo la correzione di una mutazione legata a qualche malattia genetica, ma l’accrescimento delle conoscenze relative allo sviluppo embrionale. Perciò abbiamo chiesto a uno dei firmatari dello studio di spiegarci obiettivi e risultati. Alessandro Bertero ha 29 anni e ha contribuito a ottimizzare la tecnica usata da Kathy Niakan e colleghi quando era dottorando a Cambridge. Ci ha risposto via skype dall’America, dove continua a lavorare sulle cellule staminali embrionali come postdoctoral fellow all’Università di Washington.  

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La cover della settimana

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Maialino di due mesi il cui genoma è stato ingegnerizzato per inattivare i retrovirus endogeni porcini (PERV). L’animale deriva da una linea cellulare creata usando la tecnologia CRISPR per inattivare i PERV, la cui possibile trasmissione ha ostacolato la realizzazione di xenotrapianti efficaci. Questo lavoro affronta le preoccupazioni di sicurezza relative alla trasmissione virale tra specie e ci porta un passo più vicino a trapianti affidabili da maiale a uomo. (Photo: K. Fan/eGenesis)

Polvere di arcobaleno

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Oggi sul Corriere della sera racconto la bellezza delle farfalle, dalle antiche civiltà a CRISPR. 

Gli astronomi ci hanno insegnato che siamo tutti polvere di stelle. Ma le farfalle sono qualcosa in più. Scaglie di arcobaleno. La biologia evoluzionistica che si è fatta arte. Il loro campionario di disegni e sfumature si basa su un codice genetico semplice, che i ricercatori hanno iniziato a decrittare. Un solo gene basta alla natura per abbozzare gli schizzi artistici, spargendo sulle ali strisce e macchie. Un altro gene è sufficiente per tinteggiare queste simmetrie. Come in certi album per bambini: unisci i puntini e riempi le aree numerate. Altri geni serviranno per rifinire, pennellata dopo pennellata, questi dipinti su ala. Ma intanto abbiamo scoperto come si tracciano i contorni e come questa viva tela può essere resa vibrante di colore. (Continua qui; credit foto: George Washington University

 

Ridipingere le farfalle si può, grazie a CRISPR

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La biodiversità è un meraviglioso intreccio di genetica ed evoluzione e le ali delle farfalle ne sono uno degli esempi più affascinanti, con la loro varietà di disegni, macchie e colori. Capire come le stesse reti geniche diano luogo a effetti visivi tanto diversificati nelle migliaia di specie di lepidotteri esistenti è rimasto a lungo il sogno di tanti entomologi e biologi evoluzionisti. La novità è che ora gli scienziati dispongono di una tecnica così versatile e semplice da poter essere impiegata anche in organismi prima difficilissimi da ingegnerizzare. Ovviamente parliamo di CRISPR, il sistema di modificazione genetica che è stato utilizzato in due esperimenti descritti questa settimana sulla rivista PNAS, per manipolare la tavolozza genetica naturale e studiare come cambiano di conseguenza quei dipinti su tela biologica che sono le ali. Ne abbiamo discusso con Alessio Vovlas, un entomologo dell’associazione Polyxena che ha studiato sia gli aspetti molecolari che quelli ecologici delle farfalle italiane.

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Dalla doppia elica a CRISPR: Watson aggiorna la sua rivoluzione genetica

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Leggete queste tre lettere: DNA. Qual è la prima persona che vi viene in mente? Probabilmente molti di voi hanno risposto facendo il nome di James Watson. Il più spaccone del duo che nel 1953 ha svelato al mondo la struttura della doppia elica e, insieme a questa, le basi molecolari dell’ereditarietà. Si può dire che sia iniziata allora la rivoluzione che, 60 anni dopo, ha portato all’invenzione della tecnica di modificazione genetica CRISPR. Lo scienziato simbolo di una delle svolte culturalmente più rilevanti per la modernità, ormai ottantanovenne, ha scritto cosa pensa della nuova tecnologia e dei suoi possibili utilizzi nell’ultima edizione di “DNA. The story of the genetic revolution”. Continua a leggere

Il primo fiore del giardino di CRISPR

morning glory 1La primavera in Giappone ha le tonalità tenui della fioritura dei ciliegi, l’estate però tende a colorarsi di viola e di blu. Nei giardini del Sol Levante infatti è molto diffusa una pianta rampicante detta Asagao, caratterizzata da fiori imbutiformi dalle tonalità vistose. Il suo nome scientifico è Ipomoea nil e in inglese è conosciuta come “morning glory”, splendore del mattino, perché le sue campane si aprono all’alba per poi richiudersi nel pomeriggio. Nel 2016 i genetisti giapponesi hanno sequenziato il genoma della specie e ora l’hanno usata per traghettare anche la floricultura nell’era di CRISPR, la nuova tecnica di modificazione genetica di precisione che promette di rivoluzionare le scienze della vita. Continua a leggere

La scienza di CRISPR traballa? A scovare l’errore ci pensa bioRxiv (con l’aiuto di Zuckerberg)

bioRxivEra il 2 agosto quando Nature ha pubblicato uno studio che ha suscitato clamore su scala globale: i primi embrioni umani editati negli Usa da Shoukhrat Mitalipov. Non è passato neppure un mese, e il 28 agosto quei risultati sono stati contestati su un medium meno blasonato ma in grande ascesa: il sito per la pre-pubblicazione rapida bioRxiv. Qualcosa del genere era successo anche a giugno. Nature Methods aveva pubblicato uno studio che apparentemente dimostrava l’inaffidabilità di CRISPR come metodo di correzione genetica e nel giro di 3 settimane bioRxiv aveva già smontato l’interpretazione dei dati, con due analisi critiche a cui ben presto se n’è aggiunta una terza. Questo sito, insomma, sta riscrivendo una parte della scienza di CRISPR ed è diventato uno strumento di pronto intervento per correggere gli errori che, inevitabilmente, ogni tanto compaiono anche nelle pubblicazioni più rispettate, quelle basate sulla revisione dei pari. Come funziona? Continua a leggere

Un colpo di CRISPR e la formica diventa egoista

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Nei film horror degli anni ’50 gli insetti mutanti erano un incubo. Ora sono un sogno che diventa realtà, almeno per chi studia le basi molecolari dei comportamenti sociali. Due gruppi di ricerca sono riusciti a modificare il DNA delle formiche, mettendo fuori uso il sistema olfattivo che è alla base delle complesse interazioni tra individui all’interno delle colonie. I loro lavori, pubblicati su Cell in agosto, segnano l’inizio di una nuova avventura scientifica: grazie all’aiuto della tecnica più in voga per la correzione dei genomi (CRISPR), le formiche si candidano a diventare l’organismo modello degli studi sulla socialità nell’era post-genomica. Continua a leggere