
Questa foto vale come una piccola nota a margine della guerra in corso. L’ha postata su twitter uno dei pionieri dell’editing genomico, che vive negli Usa e lavora a Berkeley ma è nato e ha studiato a Mosca. Questo blog ha già parlato di lui, è Fyodor Urnov. Chi ha visto il bel docufilm su CRISPR “Human Nature” (è su Netflix) probabilmente se lo ricorda perché è il più entusiasta e il più simpatico di tutti. Stamattina sono andata a guardarmi i suoi tweet per vedere se stava commentando l’invasione dell’Ucraina. Ho trovato questo scatto in divisa, con questo commento: “1987 URSS: i miei compagni di plotone ed io, a 18 anni, per metà ucraini e per metà russi. Abbiamo legato profondamente. Ho imparato l’ucraino da Yura and Vitya (in basso al centro e a destra). La nostra amicizia è cresciuta sulla nostra affinità culturale ma ha celebrato e protetto le nostre differenze. Diversamente dalle atrocità di oggi.” Lui è il ragazzo al centro, quello senza berretto.





Un libro su CRISPR da portare in vacanza? L’editing genomico inizia a essere anche un fenomeno editoriale, se leggete l’inglese, dunque, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tra gli ultimi arrivati si distinguono i testi di due veterani della divulgazione di qualità, quella bella da leggere sia per chi ha già le basi sia per chi deve farsele. Parliamo niente di meno che di Kevin Davies (ex Nature Genetics, ora al CRISPR Journal) con il suo Editing Mankind e di Nessa Carey con Hacking the Code of Life.
Nella giornata mondiale delle malattie rare, il blog CRISPeR Mania e il libro da cui è nato (“E l’uomo creò l’uomo”, Bollati Boringhieri) hanno vinto il