Gira voce che l’RNA sia caduto politicamente in disgrazia, presumibilmente in quanto molecola chiave per i vaccini di nuova generazione che hanno debuttato contro il Covid, dunque simbolo sgradito all’amministrazione USA ai tempi di Robert F. Kennedy Jr. e Donald Trump. Secondo indiscrezioni ai ricercatori americani sarebbe stato consigliato di rimuovere, in particolare, i riferimenti all’RNA messaggero dai progetti di ricerca che competono per i finanziamenti pubblici.
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CRISPR + IA = nuove cure?

L’intelligenza artificiale è ovunque e fa di tutto, in aree che spaziano dallo studio allo svago. L’entusiasmo per questa frontiera sconfina fatalmente nel sensazionalismo, perciò può diventare difficile capire quanto c’è di realistico e quanto di esagerato nelle aspettative che nutriamo. Ma l’impatto sulla ricerca scientifica si è già fatto sentire forte e chiaro a Stoccolma, con due dei Nobel assegnati nel 2024: quello per la fisica andato alle reti neurali artificiali e quello per la chimica dedicato alla previsione delle strutture proteiche. E ora, nel numero speciale di Wired dedicato al nuovo anno, è la pioniera dell’editing genetico Jennifer Doudna a illustrarne il potenziale nel suo campo. CRISPR + IA = nuove cure? (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)
I microRNA? Sono come il traffico a Manhattan

Se non avete capito come funzionano i microRNA, che hanno fatto vincere a Victor Ambros e Gary Ruvkun il Nobel per la medicina 2024, vi propongo una similitudine di Thomas Cech (Nobel per la scoperta dell’RNA catalitico). Il suo libro, da me recensito qualche settimana fa per Osservatorio Terapie Avanzate, è una miniera di spunti e di informazioni. Oggi l’ho ripreso in mano per scrivere un lungo articolo in uscita su Le Scienze proprio sull’ultimo Nobel. Eccone un estratto.
Continua a leggereLa rivoluzione dell’RNA e i suoi protagonisti dimenticati

La ricerca è solita concentrarsi su poche specie modello ma la storia e questo libro insegnano che i progressi decisivi possono arrivare da organismi bizzarri e sottovalutati [la mia recensione è online su Osservatorio Terapie Avanzate]
I messaggeri e i messaggi di Karikó

Dall’RNA ai vaccini: nella trasmissione radio Radar Simona Regina parla dell’RNA messaggero con Maurizio Romano dell’Università di Trieste (min.35) e della splendida autobiografia di Katalin Karikó con Anna Meldolesi (min.44).
Un Nobel bellissimo che non deve ripetersi

Ci perdonerà Drew Weissman, ma questo passerà alla storia soprattutto come il Nobel di Katalin Karikó. E forse oltre a essere un premio da festeggiare, è anche un premio che dovrebbe farci arrabbiare. Perché la storia di questa scienziata è troppo straordinaria, per tutti gli ostacoli che ha dovuto affrontare e superare. Si dice sempre che le ragazze hanno bisogno di scienziate modello a cui ispirarsi, Karikó è un bellissimo modello ma speriamo sinceramente che non debba essere di esempio a nessuna, perché non è giusto che una ricercatrice di questo calibro sia stata costretta alla precarietà per decenni e non abbia potuto contare su una cattedra stabile negli Stati Uniti dove si è trasferita dall’Ungheria negli anni ’80 (all’Università della Pennsylvania risulta “adjunct professor”).
Continua a leggereLa rivincita dell’RNA

Pochi anni dopo la scoperta della doppia elica, Francis Crick ha coniato l’espressione “dogma centrale della biologia” per illustrare il flusso delle informazioni che sta alla base della vita. L’idea di fondo è semplice: il DNA è la molecola regina, le proteine svolgono le mansioni pesanti e l’altro acido nucleico, l’RNA, è una sorta di grigio intermediario tra i due. Lo stesso Crick poi ha ammesso che la parola dogma era troppo impegnativa, perché implica una verità immutabile, senza eccezioni. Anzi è stato tra i primi a ipotizzare che la vita si sia originata dall’acido nucleico meno celebrato, insomma che un mondo a RNA abbia preceduto quello a DNA. Chissà cosa direbbe oggi il grande scienziato britannico assistendo alla rivincita dell’RNA tuttora in corso.
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