La rivincita dell’RNA

Il testo che segue è stato pubblicato su Corriere Innovazione con il titolo “La saggezza della curiosità”

Pochi anni dopo la scoperta della doppia elica, Francis Crick ha coniato l’espressione “dogma centrale della biologia” per illustrare il flusso delle informazioni che sta alla base della vita. L’idea di fondo è semplice: il DNA è la molecola regina, le proteine svolgono le mansioni pesanti e l’altro acido nucleico, l’RNA, è una sorta di grigio intermediario tra i due. Lo stesso Crick poi ha ammesso che la parola dogma era troppo impegnativa, perché implica una verità immutabile, senza eccezioni. Anzi è stato tra i primi a ipotizzare che la vita si sia originata dall’acido nucleico meno celebrato, insomma che un mondo a RNA abbia preceduto quello a DNA. Chissà cosa direbbe oggi il grande scienziato britannico assistendo alla rivincita dell’RNA tuttora in corso.

Nell’anno della pandemia abbiamo trovato nei vaccini a RNA lo strumento di difesa più potente e versatile. L’ultimo Nobel per la chimica è andato all’invenzione delle forbici genetiche CRISPR, che utilizzano una molecola guida di RNA per modificare i genomi. Nella versione più avanzata della tecnica, il “prime editing”, lo stesso RNA svolge anche la funzione di stampo per correggere il DNA nel modo desiderato. L’RNA, insomma, viene trascritto in DNA, con un flusso di informazioni che capovolge il dogma centrale. Era già noto da tempo che certi virus sono bravissimi in questo tipo di impresa: la retrotrascrizione. Ma anche nelle cellule dei mammiferi esistono degli enzimi capaci di farlo: l’ultimo, annunciato a giugno su Science Advances, si chiama pol-theta.

Stoccolma ha già assegnato diversi Nobel alla ricerca sull’RNA: per i ribozimi e per il silenziamento genico. Uno dei prossimi potrebbe andare a Katalin Karikò, la biochimica di origine ungherese che ha intuito e affinato le potenzialità dell’RNA per i vaccini e non solo. E un’altra signora dell’RNA è Jennifer Doudna, che prima di co-inventare CRISPR, aveva già fatto per l’RNA ciò che Rosalind Franklin fece per il DNA: scattare le “foto” che hanno consentito di decifrare le rispettive strutture molecolari.

Insomma l’RNA oggi è di tendenza, ma un tempo era una frontiera trascurata. Le grandi invenzioni biotech sono figlie della curiosità di capire come funziona la natura, anche a rischio di tornare a casa a mani vuote, e le persone destinate a lasciare il segno sono quelle che seguono la massima di Doudna. “Non fare mai ciò che stanno già facendo in mille”.

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