Chicchi di futuro. Il debutto (sobrio) di CRISPR sul mercato

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L’avventura commerciale di CRISPR non inizierà in farmacia ma nei campi. Probabilmente nel 2020. L’onore e l’onere di debuttare sul mercato, in qualità di primo prodotto sviluppato con la rivoluzionaria tecnica di editing genomico, toccherà a un mais che viene chiamato waxy per l’aspetto ceroso dei suoi chicchi. Questa caratteristica è dovuta al fatto che l’amido in essi contenuto è costituito quasi interamente da amilopectina e quasi per nulla da amilosio. Rispetto ai mais simili già in commercio, che sono waxy anch’essi ma sono stati prodotti con gli incroci convenzionali, questa nuova varietà avrà una resa maggiore. L’uso di CRISPR è servito a eliminare un enzima chiave per la sintesi del componente indesiderato dell’amido, e questo obiettivo è stato raggiunto senza incorporare DNA estraneo e senza appesantire il mais con la zavorra genetica che gli incroci convenzionali si trascinano dietro. L’amilopectina è ricercata dall’industria amidiera per la produzione di beni come adesivi, carta, addensanti alimentari. Ciò che resta dopo la sua estrazione è una farina proteica che può essere utilizzata come mangime. I mais waxy, dunque, hanno usi prevalentemente industriali e vengono già coltivati nelle varianti convenzionali anche nel nord Italia su qualche migliaio di ettari. Può sembrare un debutto sottotono per la super-tecnologia di editing genomico a cui si chiede di riuscire dove gli OGM hanno fallito: conquistare la fiducia dei consumatori. Ma si tratta di una strategia deliberata, come ci ha spiegato Neal Gutterson, vicepresidente di ricerca e sviluppo alla DuPont Pioneer. Continua a leggere

Parlano di noi

cattura l'uomo

Il giornale dell’Università di Padova E l’uomo creò l’uomo, testo non certo semplicistico ma abbordabile anche per i non addetti ai lavori e appetibile per chi avrebbe più orecchio per temi sociali ed umanistici  grazie ai molti riferimenti dotti e pop a universi storico, letterari, cinematografici con cui la Meldolesi, biologa con master in comunicazione della scienza, arricchisce la narrazione scientifica […].

Il magazine Strade: Come racconta la giornalista Anna Meldolesi nel suo libro,  l’idea di sfruttare questo raffinato meccanismo per applicazioni biotech è venuta a tre scienziati che oggi si contendono brevetti e che un domani si contenderanno quasi certamente un premio Nobel: sono l’americana Jennifer Doudna, la francese Emmanuelle Charpentier e il cinese Feng Zhang […].

Ingegneria o editing. Per l’opinione pubblica fa differenza?

eng ed

Il destino delle nuove tecnologie è condizionato dalla loro accettazione sociale. Ha senso, dunque, chiedersi se la metafora dell’editing possa far apparire la nuova tecnica di modificazione genetica CRISPR più rassicurante dei vecchi approcci, facilitandone l’adozione. Alcuni bioeticisti hanno considerato questa idea tanto plausibile da scriverne sull’American Journal of Bioethics, ma si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare dati alla mano. Un contributo concreto al dibattito arriva ora da uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, secondo cui questo tipo di metafore avrebbe uno scarso impatto sulla percezione pubblica. Continua a leggere

Le zanzare editate contro la malaria sul Corriere

target malaria open days

Ho visitato per il Corriere della sera il nuovo laboratorio di ecologia-genetica del Polo GGB di Terni, dove stanno per arrivare le zanzare biotech del progetto internazionale Target Malaria, quello finanziato da Bill Gates. Per due giorni potranno farlo anche studenti, insegnanti, cittadini. Le parole d’ordine sono trasparenza e public engagement.

Nessuno è perfetto. Né CRISPR né la peer-review

nessuno è perfetto

La perfezione non è di questo mondo, e nemmeno di CRISPR. Ma chi la settimana scorsa ha suonato la campana per la più celebrata tecnica di editing genomico dovrà, probabilmente, ricredersi. Dalla comunità scientifica infatti si sono levate numerose voci critiche riguardo allo studio appena pubblicato da Nature Methods sulle “centinaia di mutazioni inattese” causate da CRISPR. E alcuni ricercatori hanno già annunciato di essere sul punto di pubblicare delle analisi che contraddicono le conclusioni dell’esperimento. Continua a leggere

Inaspettatamente CRISPR

omgTripletta di notizie impreviste (e imprevedibili) questa settimana. Lo storico della medicina Nathaniel Comfort ha stroncato su Nature l’attesissimo libro della regina dell’editing genomico, Jennifer Doudna (“A crack in creation”). Le quotazioni delle società dedicate a CRISPR sono cadute dopo la pubblicazione di un piccolo studio preliminare sulle mutazioni fuori-bersaglio. New Scientist ha annunciato l’imminente avvio di una ventina di sperimentazioni umane, per lo più in Cina.

Oscar Farinetti dice sì

Oscar_Farinetti

Leggere milioni di anni di storia, condensati in un centinaio di pagine e raccontati attraverso dei dialoghi di fantasia tra giganti come Leonardo da Vinci e personaggi immaginari come l’acciuga Alice, fa un effetto spaesante. Inutile negarlo. Ma recensire questo libro pubblicato da Feltrinelli come se fosse un saggio scientifico sarebbe da stupidi. “Ricordiamoci il futuro. Sette racconti e un riassunto” va considerato per quello che è, un manifesto creativo del Farinetti-pensiero ed è degno di nota che contenga una netta apertura alle nuove biotecnologie di precisione. Se l’inventore di Eataly è così influente come si dice, sul piano politico, e se è davvero così bravo a interpretare le tendenze del marketing, come suggerisce il suo successo imprenditoriale, allora questo libro è una buona notizia per diverse ragioni. Appare molto più benevolo nei confronti della scienza e dell’innovazione rispetto al manifesto dato alle stampe una dozzina di anni fa dall’amico-rivale di Slowfood, Carlo Petrini (“Buono pulito e giusto”). Ma riesce ugualmente, e forse di più, a parlare al cuore e alle papille gustative dell’Italia che piace. In definitiva lascia sperare che un compromesso sia davvero possibile: agli OGM in agricoltura Farinetti continua a dire no, ma alle tecniche di miglioramento genetico che evitano l’inserzione di geni estranei, secondo lui, possiamo e dovremmo dire sì. Continua a leggere

CRISPR su Scienza in Rete

Libro Meldolesi

di Luca Carra

Immaginiamo degli studiosi che conducono ricerche sui sistemi di difesa dei batteri dall’aggressione dei virus: apparentemente quanto di più “di base” si possa immaginare nella ricerca scientifica. Poi succede che una coppia di brillanti ricercatrici compia il salto che porta questo filone di ricerca a generare uno strumento capace di cambiare l’uomo, le piante e gli animali, a correggere e manipolare il patrimonio genetico con la finezza di un correttore di bozze. Lettera per lettera. Nel 2012 l’editing genomico che risponde all’acronimo CRISPR/Cas9 conquista le pagine di Science con un primo articolo che suggerisce proprio questo: adottare il macchinario molecolare dei batteri per operazioni di taglia-incolla di sequenze geniche potenzialmente in grado di estirpare malattie, consentire trapianti da animale a uomo senza rigetto e infezioni, creare piante più produttive e resistenti. Tutto questo senza necessariamente inserire geni estranei. Schivando in qualche modo la sindrome anti OGM. Di questo capolavoro parla il libro di Anna Meldolesi, biologa e giornalista del Corriere della Sera, che riesce a condurre il lettore nella decifrazione di un’impresa scientifica che nel titolo richiama l’azzardo estremo dell’autopoiesi: “E l’uomo creò l’uomo”. (Continua qui)