Molti di noi sono in vacanza, ma CRISPR no. Due segnalazioni dunque sono d’obbligo: il gruppo di George Church ha annunciato su Science di aver messo al mondo 15 maialini ripuliti con l’editing genomico dai retrovirus, di cui uno ha già raggiunto i 4 mesi di età. E’ stato rimosso, insomma, uno degli ostacoli sulla via degli xenotrapianti. Questi animali ora potranno essere utilizzati per ulteriori modificazioni, che rendano i loro organi compatibili con il sistema immunitario umano per evitare il rigetto. Secondo il genetista di Harvard la tecnologia sarà pronta per il debutto in questo campo nel giro di soli due anni. Un altro articolo della stessa rivista misura la temperatura dell’opinione pubblica americana sull’editing di geni umani, concludendo che i giudizi sono diversificati e la sfida più urgente è trovare il modo migliore per coinvolgere le persone nel processo decisionale che porterà alla regolamentazione della tecnologia.
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PRIMA I GENI: il manifesto dei genetisti italiani

E’ stato presentato oggi a Roma il nuovo documento sull’editing del genoma promosso dalla Società italiana di genetica agraria, con il patrocinio della Federazione italiana di scienze della vita e del Consiglio per la ricerca in agricoltura. Le dodici tesi sono illustrate sul sito Prima i geni. Alla presentazione, ripresa dalle telecamere di Radio radicale, hanno partecipato scienziati, politici, rappresentanti delle confederazioni agricole, imprenditori.
Da non perdere (Roma 22 giugno)
Ingegneria o editing. Per l’opinione pubblica fa differenza?

Il destino delle nuove tecnologie è condizionato dalla loro accettazione sociale. Ha senso, dunque, chiedersi se la metafora dell’editing possa far apparire la nuova tecnica di modificazione genetica CRISPR più rassicurante dei vecchi approcci, facilitandone l’adozione. Alcuni bioeticisti hanno considerato questa idea tanto plausibile da scriverne sull’American Journal of Bioethics, ma si tratta di un’ipotesi ancora tutta da verificare dati alla mano. Un contributo concreto al dibattito arriva ora da uno studio pubblicato su Frontiers in Public Health, secondo cui questo tipo di metafore avrebbe uno scarso impatto sulla percezione pubblica. Continua a leggere
Oscar Farinetti dice sì

Leggere milioni di anni di storia, condensati in un centinaio di pagine e raccontati attraverso dei dialoghi di fantasia tra giganti come Leonardo da Vinci e personaggi immaginari come l’acciuga Alice, fa un effetto spaesante. Inutile negarlo. Ma recensire questo libro pubblicato da Feltrinelli come se fosse un saggio scientifico sarebbe da stupidi. “Ricordiamoci il futuro. Sette racconti e un riassunto” va considerato per quello che è, un manifesto creativo del Farinetti-pensiero ed è degno di nota che contenga una netta apertura alle nuove biotecnologie di precisione. Se l’inventore di Eataly è così influente come si dice, sul piano politico, e se è davvero così bravo a interpretare le tendenze del marketing, come suggerisce il suo successo imprenditoriale, allora questo libro è una buona notizia per diverse ragioni. Appare molto più benevolo nei confronti della scienza e dell’innovazione rispetto al manifesto dato alle stampe una dozzina di anni fa dall’amico-rivale di Slowfood, Carlo Petrini (“Buono pulito e giusto”). Ma riesce ugualmente, e forse di più, a parlare al cuore e alle papille gustative dell’Italia che piace. In definitiva lascia sperare che un compromesso sia davvero possibile: agli OGM in agricoltura Farinetti continua a dire no, ma alle tecniche di miglioramento genetico che evitano l’inserzione di geni estranei, secondo lui, possiamo e dovremmo dire sì. Continua a leggere
OGM e CRISPR: le parole e le pietre
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Roberto Defez, sul blog della Fondazione Umberto Veronesi:
Sul quotidiano Repubblica del 12 maggio scorso, viene pubblicato un articolo a firma Elena Dusi in cui l’autrice racconta di aver prodotto un batterio Ogm usando un kit acquistato in rete. Oltre all’articolo c’è anche un video che accompagna il testo nella sua versione on line. La giornalista ordina un set analogo a quello che una volta era «Il piccolo chimico», un gioco per ragazzi, e quindi spiega la sua esperienza. Decide di portare il pacco in un vero laboratorio di ricerca all’Università di Tor Vergata (Roma) e di farsi aiutare dai ricercatori a decifrare le istruzioni che le consentano di condurre l’esperimento progettato: cambiare una singola base, un singolo nucleotide, nel Dna di un batterio. In pratica si deve introdurre una singola mutazione in uno specifico gene tra le migliaia di geni del più comune tra i batteri di laboratorio: Escherichia coli. L’esperimento alla fine, tra molte difficoltà, riesce e l’autrice riesce ad ottenere la mutazione ricercata. Anche se tra mille dubbi e perplessità e nonostante i tanti aiuti. Resta il dubbio di capire perché fare tutto questo. Di certo non era per fare pubblicità ad un kit commerciale venduto da una azienda statunitense. Sicuramente non era per mostrare che l’esperimento era facile da condurre visto che quasi non riusciva nonostante ci sia stato l’intervento di ricercatori esperti. (Continua qui)
Obama dice la sua sull’editing del genoma
Al Global Food Innovation Summit “Seeds & Chips” di Milano, l’ex chef e consulente della Casa Bianca Sam Kass ha fatto a Barack Obama la domanda che avremmo voluto fargli anche noi. Eccola, insieme alla risposta dell’ex Presidente americano. Il video completo è qui. Continua a leggere
CRISPR in tour

Bologna, 27 aprile 2017, h. 10. Incontro organizzato da Assosementi, intervengono Bartpolomeo Amidei, Anna Meldolesi, Silvio Salvi, Alessia Cogliandro, Valentina Garoia, Giuseppe Carli.
CRISPR sulla Mela di Newton

Negli ultimi vent’anni la comunità scientifica è incappata in alcuni errori di comunicazione nel dibattito sugli OGM, errori che ne hanno compromesso l’applicazione e la diffusione. Così molti problemi persistono tutt’oggi a causa del tabù che è sorto attorno a queste biotecnologie. Parlare di OGM è come tentare di attraversare indenni un campo minato, la ricerca in questo promettente campo è stata spesso boicottata perfino da istituzioni statali e dove è stata permessa ha proceduto con il freno a mano. Adesso si affaccia sul panorama mondiale una nuova promettente rivoluzione biotecnologica, più precisa ed economica, che supera quella alla base degli OGM perché non ha più bisogno di introdurre geni di altre specie, e con essa risorgono vecchie ombre e pregiudizi che potrebbero inquinare la prospettiva su come inquadrare questo genere di scoperte scientifiche. Nel tentativo di emendare ed evitare molti di questi errori è stato appena pubblicato per Bollati Boringhieri il primo libro divulgativo in italiano sull’editing genomico: “E l’uomo creò l’uomo”. Continua qui.
Perché CRISPR è femminile e LASER maschile?

La tecnologia di modificazione genetica CRISPR è sulla bocca di tutti gli appassionati di scienza. È già protagonista di oltre cinquemila articoli scientifici e si è diffusa nei laboratori di tutto il mondo con una rapidità sorprendente. Ma siamo sicuri di usare questo acronimo inglese in modo grammaticalmente corretto? Come evolve la lingua alle prese con i neologismi hitech? In italiano, come in francese e in spagnolo, il genere neutro è praticamente scomparso. L’uso delle nuove parole che si riferiscono a oggetti inanimati, dunque, pone ai parlanti non anglosassoni un problema di scelta, nel momento in cui devono accordare aggettivi e articoli. Ha ragione chi usa CRISPR al femminile, come facciamo noi? Ma allora perché il laser è maschile? Se invertissimo i generi grammaticali di queste tecnologie, ne avremmo una percezione diversa? L’Accademia della Crusca ha incaricato Anna Thornton, dell’Università dell’Aquila, di rispondere alle nostre domande e lei ci ha spiegato che esistono delle tendenze ma non delle regole infallibili. Continua a leggere