Perché CRISPR è femminile e LASER maschile?

crispr acronimo

La tecnologia di modificazione genetica CRISPR è sulla bocca di tutti gli appassionati di scienza. È già protagonista di oltre cinquemila articoli scientifici e si è diffusa nei laboratori di tutto il mondo con una rapidità sorprendente. Ma siamo sicuri di usare questo acronimo inglese in modo grammaticalmente corretto? Come evolve la lingua alle prese con i neologismi hitech? In italiano, come in francese e in spagnolo, il genere neutro è praticamente scomparso. L’uso delle nuove parole che si riferiscono a oggetti inanimati, dunque, pone ai parlanti non anglosassoni un problema di scelta, nel momento in cui devono accordare aggettivi e articoli. Ha ragione chi usa CRISPR al femminile, come facciamo noi? Ma allora perché il laser è maschile? Se invertissimo i generi grammaticali di queste tecnologie, ne avremmo una percezione diversa? L’Accademia della Crusca ha incaricato Anna Thornton, dell’Università dell’Aquila, di rispondere alle nostre domande e lei ci ha spiegato che esistono delle tendenze ma non delle regole infallibili. Continua a leggere

La Germania discute di CRISPR

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La Germania si conferma il paese europeo più impegnato a costruire un dibattito pubblico su CRISPR in tutti i suoi campi di applicazione. Proprio oggi un gruppo di esperti dell’Accademia nazionale delle scienze Leopoldina pubblica un documento sugli aspetti etici e legali dell’editing nella ricerca con cellule umane. La legge tedesca proibisce la ricerca sugli embrioni umani, ma il documento auspica che sia possibile studiare lo sviluppo embrionale limitandolo agli embrioni che restano inutilizzati nelle cliniche per la fecondazione assistita. A febbraio la stessa accademia aveva contribuito a organizzare un incontro sull’editing genomico vegetale, da cui sono emersi molti contributi interessanti sull’opportunità di regolamentare le piante editate in modo diverso dagli Ogm classici. Già nel 2015 la Leopoldina aveva publicato una posizione sull’uso della genetica per la produzione di nuove varietà di piante e un contributo su opportunità e limiti dell’editing genomico. E a settembre, annuncia un comunicato stampa ufficiale, l’assemblea annuale si occuperà ancora “intensamente” di editing genomico.

Sei domande allo YouTuber che canta CRISPR

La miglior spiegazione di CRISPR mai sentita in 413 parole, equivalenti a 4 minuti e mezzo di ascolto, non è un articolo di qualche prestigiosa rivista scientifica ma un video di youtube in cui le mirabilia della nuova tecnica di modificazione genetica sono cantate a cappella. Non potevamo non  intervistare il suo autore. Tim Blais era ancora fresco di laurea in fisica quando ha trasformato la sua musica-scienza in un’attività professionale finanziata con il crowdfunding. Quello su CRISPR è probabilmente il suo video più bello ed è rapidamente diventato virale. Continua a leggere

Lampadina o bomba atomica?

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La prima volta di CRISPR in un’importante trasmissione culturale italiana (Quante storie, Rai 3, 23 marzo 2017) è stata caratterizzata da sincero interesse, voglia di capire e molte domande del classico repertorio relativo al biotech: dal peso degli interessi economici in gioco (ma se vogliamo i farmaci, l’industria farmaceutica dovrà pur farli), al rischio che l’editing genomico venga usato a scopi eugenetici (l’ombra lunga del nazismo continua a farci immaginare che i bambini vengano preferiti biondi).  Continua a leggere

L’arte di imparare dai microbi

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di Antonio Polito

Ve la ricordate Dolly, la pecora clonata vent’anni fa? Andai anch’io in pellegrinaggio a visitarla nella sua prigione dorata del Roslin Institute, a pochi chilometri da Edimburgo. E come pletore di cronisti prima di me discussi preoccupato con il “padre”, lo scienziato Ian Wilmut, le implicazioni pratiche ed etiche di quella svolta che allora ci sembravano enormi. I media fremevano di ammirazione e di indignazione: ora cloneranno l’uomo? E sarà un bene o un male? Ci siamo messi a giocare con Dio? Continua a leggere