Obama dice la sua sull’editing del genoma

obamaAl Global Food Innovation Summit “Seeds & Chips” di Milano, l’ex chef e consulente della Casa Bianca Sam Kass ha fatto a Barack Obama la domanda che avremmo voluto fargli anche noi. Eccola, insieme alla risposta dell’ex Presidente americano. Il video completo è qui.

kass obamaSam KassCi sono innovazioni sbalorditive in corso, dall’agricoltura di precisione alle cucine intelligenti. Penso che una delle tecnologie emergenti con il maggior potenziale di trasformare il modo in cui mangiamo sia l’editing genetico. È un po’ diverso dagli Ogm, si tratta di intervenire sul genoma per migliorare il contenuto nutritivo, ridurre il consumo di acqua e così via. È economico e facile, e potrebbe influenzare tutto ciò che mangiamo. Cosa pensa di questo strumento, sarà utile per risolvere i problemi? O ciò che abbiamo è già sufficiente? La gente sta cercando di farsi un’idea.

Barack Obama: C’è questo dibattito sui cibi geneticamente modificati che è molto controverso. Quando ero presidente degli Stati Uniti ho voluto che fosse la scienza a determinare le mie politiche sui cambiamenti climatici, allo stesso modo cerco di far sì che sia la scienza a determinare il mio orientamento sulla produzione alimentare e sulle nuove tecnologie. Le persone sono molto suscettibili quando si tratta del cibo e del modo in cui nutrono la propria famiglia. Essere cauti nell’approccio a queste nuove tecnologie e alle modificazioni genetiche è giusto, ma non possiamo essere chiusi, non penso che sia possibile essere di vedute ristrette. La verità è che l’umanità si è sempre dedicata alle modificazioni genetiche. Il riso, il mais, il grano che mangiamo non assomigliano al riso, al mais, al grano di mille anni fa, perché l’umanità ha continuato a imparare dall’esperienza e c’è stata la rivoluzione scientifica. Abbiamo capito che potevamo non accontentarci di fare scoperte casuali e abbiamo sviluppato dei sistemi per scoprire, il metodo scientifico. Perciò non possiamo smettere adesso di scoprire nuove cose. Credo che si debbano adottare delle cautele nell’approccio. L’editing genetico, l’ingegneria genetica, tutte le tecnologie per cambiare i meccanismi fondamentali con cui la vita si organizza, stanno progredendo con grande rapidità e a basso costo. Le barriere all’entrata non sono alte come un tempo. Pensare a come procedere nel contesto alimentare in modo controllato, per essere certi di cogliere i vantaggi senza conseguenze indesiderate, è un compito di cui è bene che si occupino i policymaker in collaborazione con l’industria e con la scienza. Non penso sia possibile dire semplicemente no. Il dibattito sugli Ogm che si è svolto negli Stati Uniti e anche in Europa mi fa temere che a volte la conversazione venga fatta cadere senza andare a vedere quali sono i fatti. Ma l’origine del disagio è comprensibile. C’è stato un tempo in cui l’industria assicurava che le sigarette andavano bene e che certi farmaci erano sicuri, mentre poi si è scoperto che i dati erano manipolati e ci sono persone che ne hanno subito i danni. Tornando alle modificazioni genetiche, dobbiamo vedere quale impatto avranno sull’ambiente in senso ampio. Ma queste tecnologie sono qui per restare e quindi dobbiamo fare in modo di avere una conversazione intelligente su come procedere.

 

 

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