
“Dagli esordi nella genetica della fioritura alla svolta applicativa sulla resistenza al brusone. Dalla festosa inaugurazione della prima sperimentazione in campo alla sua distruzione a opera di ignoti vandali. La speranza verde è un saggio autobiografico in cui divulgazione e passione civile si incontrano, a tratti, con la scrittura creativa. Per esempio nel dialogo immaginario tra i maldestri attivisti persi nella risaia, che riesce a trasformare lo sdegno in risate (non preoccupatevi per le povere piantine, c’è il lieto fine)”, scrivo nella mia recensione sul numero di settembre di Le Scienze. Con la convinzione che il libro di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara abbia molto da dire sia agli appassionati di biotecnologie che ai dubbiosi: “A lettura ultimata entrambi scopriranno di aver imparato molto senza annoiarsi mai (e forse anche di essersi affezionati a una coppia di scienziati speciali)”.