
Il Golden Rice potrebbe essere il miglior prodotto agrario dell’era biotech prima di CRISPR. Purtroppo 17 anni dopo la sua invenzione è ancora prigioniero della burocrazia degli OGM, in attesa delle autorizzazioni per la coltivazione commerciale. Eppure questo riso arricchito di beta-carotene potrebbe salvare molte vite e migliorare la salute delle persone affette da carenza di vitamina A in diverse regioni del mondo. Esiste la fondata speranza che l’editing genomico possa ricevere un’accoglienza più amichevole rispetto all’ingegneria genetica, da parte di policymaker e consumatori, perché consente di produrre cambiamenti puntiformi nel genoma delle piante, indistinguibili dalle mutazioni naturali. Se così fosse, la tecnologia CRISPR potrebbe risolvere l’impasse consentendo di sviluppare un nuovo Golden Rice non-OGM? L’ho chiesto ai suoi inventori: Peter Beyer, dell’Università di Friburgo, e Ingo Potrykus, che è professore emerito all’Istituto svizzero di tecnologia (ETH) di Zurigo. Continua a leggere
Non scrive pamphlet con facili ricette per un mondo migliore. Ha passato più tempo nei campi che a sedurre platee. Ma che siano in pochi a conoscere Sanjaya Rajaram – e in tanti Vandana Shiva – è il sintomo di una malattia culturale. Questo agronomo indiano, vincitore del World Food Prize 2014, ha raccolto il testimone di Norman Borlaug, Nobel per la pace e padre della Rivoluzione verde che, nella seconda metà del secolo scorso, ha raddoppiato la produzione di cereali in buona parte del globo, grazie a sementi migliori, irrigazione, fertilizzanti e pesticidi. Rajaram ha sviluppato 500 nuove varietà di grano coltivate in 51 Paesi. E’ venuto in Italia per il forum mondiale per la ricerca e l’innovazione promosso dalla regione Emilia Romagna.



La pubblicazione tedesca Greenpeace Magazin ha intervistato Urs Niggli, che dirige un importante istituto di ricerca sull’agricoltura organica (FiBL) e vede con favore l’editing del genoma. Le piante così modificate, secondo lui, non dovrebbero essere considerate OGM ma valutate caso per caso. 
Il potenziale della nuova tecnica di editing genetico è altissimo in oncologia, perché i tumori sono causati da molteplici mutazioni e CRISPR consente di modificare molti geni in un colpo solo. La seconda puntata del viaggio nei laboratori che usano CRISPR, dunque, ci porta all’