Food and Science Festival di Mantova, 7 maggio 2017, h. 15.30.
Anna Meldolesi dialoga con Antonio Pascale.
Food and Science Festival di Mantova, 7 maggio 2017, h. 15.30.
Anna Meldolesi dialoga con Antonio Pascale.
Continua il viaggio nei laboratori italiani all’avanguardia nell’uso di CRISPR, la tecnologia emergente che sta rivoluzionando lo studio dei genomi. Dopo il CattaneoLab e l’Istituto Europeo di Oncologia, è la volta del laboratorio di uno dei pionieri del silenziamento dei geni. Pino Macino è uno dei ricercatori che hanno contribuito alla nascita di un settore di ricerca premiato con il Nobel nel 2006 (l’interferenza a RNA), insegna biologia cellulare alla Sapienza Università di Roma ed è convinto che CRISPR rappresenti un balzo in avanti straordinario per indagare la funzione dei geni e cercare di trasformare in farmaci le conoscenze sulle basi molecolari delle malattie. Continua a leggere

Lo storico della biomedicina Gilberto Corbellini parla di CRISPR, di questo blog e del libro “E l’uomo creò l’uomo” sul domenicale del Sole 24 Ore. “Il libro di Anna Meldolesi è una guida utilissima a un tema che sarà per diversi anni al centro di avanzamenti scientifici e tecnologici, ma anche di controversie. Si tratta di un libro documentato e di gradevole lettura, che percorre la strada della sobrietà critica. Nel senso che racconta e ragiona sui fatti e la scienza, senza prestare ascolto alle consuete paranoie dei tecnofobi, ma evitando anche di assecondare luoghi comuni, banali insensatezze o manie di grandezza che molti scienziati esprimono quando parlano di risvolti etici, sociali, politici o legali della loro ricerca. Siccome gli sviluppi tecnici e i conflitti sono in corso, il libro non ha fatto in tempo a riportare le ultime notizie sulla battaglia per i brevetti. Opportunamente Meldolesi ha creato un blog, CRISPeR MANIA (https://crispr.blog) dove aggiorna e integra lo scenario nelle sue molteplici sfumature socio-politiche ed economico-legali, oltre che strettamente scientifiche”. Il testo completo dell’articolo è qui.

Bologna, 27 aprile 2017, h. 10. Incontro organizzato da Assosementi, intervengono Bartpolomeo Amidei, Anna Meldolesi, Silvio Salvi, Alessia Cogliandro, Valentina Garoia, Giuseppe Carli.

L’editing genomico sembra fatto apposta per l’agricoltura italiana. Perché è una tecnologia che consente di operare correzioni mirate al DNA delle piante, senza introdurre sequenze estranee e senza distruggere l’identità legale delle nostre varietà tipiche. La tecnica di editing più in voga, CRISPR, potrebbe consentirci, ad esempio, di potenziare la resistenza alle malattie delle piante e di evitare, al tempo stesso, i problemi burocratici e di percezione pubblica che hanno ostacolato l’adozione degli OGM. La posta in gioco è notevole, ma c’è anche un ritardo consistente da colmare. Ne abbiamo parlato con Michele Morgante, genetista dell’Università di Udine e presidente della Società Italiana di Genetica Agraria. Continua a leggere

Incontro, 21 aprile, 11.30, Sala Helvetica-PAD.2, Fiera Milano Rho
Anna Meldolesi, Giulio Giorello e Pier Giuseppe Pelicci
A. Meldolesi, E l’uomo creò l’uomo (Bollati Boringhieri)
G. Giorello, E. Boncinelli, Noi che abbiamo l’animo libero (Longanesi)
La nuovissima biotecnologia ha un nome difficile da pronunciare – CRISPR – ma è a tutti gli effetti il nuovo mondo nel quale stiamo entrando. Un processo biologico sorprendentemente semplice. Uno strumento che permette di trovare una sequenza di DNA e sostituirla con qualsiasi altra sequenza, a piacere. Si parla di editing del genoma, proprio come se si trattasse di un programma di videoscrittura. Ma si solleva un problema non da poco, quando sapremo cambiare i geni a piacimento, come faremo a impedire che questa tecnica (così a buon mercato, così maneggevole) cada nelle mani sbagliate?

Negli ultimi vent’anni la comunità scientifica è incappata in alcuni errori di comunicazione nel dibattito sugli OGM, errori che ne hanno compromesso l’applicazione e la diffusione. Così molti problemi persistono tutt’oggi a causa del tabù che è sorto attorno a queste biotecnologie. Parlare di OGM è come tentare di attraversare indenni un campo minato, la ricerca in questo promettente campo è stata spesso boicottata perfino da istituzioni statali e dove è stata permessa ha proceduto con il freno a mano. Adesso si affaccia sul panorama mondiale una nuova promettente rivoluzione biotecnologica, più precisa ed economica, che supera quella alla base degli OGM perché non ha più bisogno di introdurre geni di altre specie, e con essa risorgono vecchie ombre e pregiudizi che potrebbero inquinare la prospettiva su come inquadrare questo genere di scoperte scientifiche. Nel tentativo di emendare ed evitare molti di questi errori è stato appena pubblicato per Bollati Boringhieri il primo libro divulgativo in italiano sull’editing genomico: “E l’uomo creò l’uomo”. Continua qui.

Elementare Watson, c’era da aspettarselo. L’effetto CRISPR è arrivato anche in campo diagnostico, portando in regalo una nuova piattaforma capace di identificare le infezioni in modo sensibile e specifico. Si chiama Sherlock, un acronimo ingegnoso che ricorda il celebre detective nato dalla penna di Arthur Conan Doyle (la sigla vuol dire “Specific High Sensitivity Enzymatic Reporter UnLOCKing”). Dopo aver dimostrato la sua versatilità nell’editing dei genomi, mentre tanti laboratori in tutto il mondo usano questa tecnica per accendere e spegnere i geni, dunque, CRISPR si mette anche al servizio dell’epidemiologia, per identificare gli acidi nucleici di virus e batteri patogeni. Lo studio, pubblicato su Science dal gruppo di James Collins e Feng Zhang, del Broad Institute a Cambridge, promette una nuova generazione di test a basso costo, rapidi e facili da utilizzare quando esplodono nuovi focolai epidemici, anche nelle aree più remote del pianeta.
“Questa volta l’hanno fatta grossa. Così potrebbe sembrare dal titolo del bel libro che Anna Meldolesi ha scritto sulla nuova metodologia CRISPR. Non c’è dubbio che il metodo CRISPR sia estremamente potente e per la prima volta consenta di modificare in maniera apparentemente illimitata il nostro genoma con un’accuratezza estremamente superiore a qualsiasi tecnologia usata finora” (Piero Benedetti, L’Indice)
“Se fosse un hacker è come passare da infettare il computer di una singola vittima ad accedere alla mailing list di tutti i suoi contatti. Se fosse un liceale è come passare da avere sulla rubrica i singoli numeri di ogni compagno di classe a disporre di un gruppo WhatsApp. Se fosse un direttore d’orchestra è come passare dal dirigere un quartetto ad un’orchestra sinfonica” (Roberto Defez, L’Indice) Continua a leggere

La tecnologia di modificazione genetica CRISPR è sulla bocca di tutti gli appassionati di scienza. È già protagonista di oltre cinquemila articoli scientifici e si è diffusa nei laboratori di tutto il mondo con una rapidità sorprendente. Ma siamo sicuri di usare questo acronimo inglese in modo grammaticalmente corretto? Come evolve la lingua alle prese con i neologismi hitech? In italiano, come in francese e in spagnolo, il genere neutro è praticamente scomparso. L’uso delle nuove parole che si riferiscono a oggetti inanimati, dunque, pone ai parlanti non anglosassoni un problema di scelta, nel momento in cui devono accordare aggettivi e articoli. Ha ragione chi usa CRISPR al femminile, come facciamo noi? Ma allora perché il laser è maschile? Se invertissimo i generi grammaticali di queste tecnologie, ne avremmo una percezione diversa? L’Accademia della Crusca ha incaricato Anna Thornton, dell’Università dell’Aquila, di rispondere alle nostre domande e lei ci ha spiegato che esistono delle tendenze ma non delle regole infallibili. Continua a leggere