Nessuno è perfetto. Né CRISPR né la peer-review

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La perfezione non è di questo mondo, e nemmeno di CRISPR. Ma chi la settimana scorsa ha suonato la campana per la più celebrata tecnica di editing genomico dovrà, probabilmente, ricredersi. Dalla comunità scientifica infatti si sono levate numerose voci critiche riguardo allo studio appena pubblicato da Nature Methods sulle “centinaia di mutazioni inattese” causate da CRISPR. E alcuni ricercatori hanno già annunciato di essere sul punto di pubblicare delle analisi che contraddicono le conclusioni dell’esperimento. Continua a leggere

Inaspettatamente CRISPR

omgTripletta di notizie impreviste (e imprevedibili) questa settimana. Lo storico della medicina Nathaniel Comfort ha stroncato su Nature l’attesissimo libro della regina dell’editing genomico, Jennifer Doudna (“A crack in creation”). Le quotazioni delle società dedicate a CRISPR sono cadute dopo la pubblicazione di un piccolo studio preliminare sulle mutazioni fuori-bersaglio. New Scientist ha annunciato l’imminente avvio di una ventina di sperimentazioni umane, per lo più in Cina.

OGM e CRISPR: le parole e le pietre

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Roberto Defez, sul blog della Fondazione Umberto Veronesi:

Sul quotidiano Repubblica del 12 maggio scorso, viene pubblicato un articolo a firma Elena Dusi in cui l’autrice racconta di aver prodotto un batterio Ogm usando un kit acquistato in rete. Oltre all’articolo c’è anche un video che accompagna il testo nella sua versione on line. La giornalista ordina un set analogo a quello che una volta era «Il piccolo chimico», un gioco per ragazzi, e quindi spiega la sua esperienza. Decide di portare il pacco in un vero laboratorio di ricerca all’Università di Tor Vergata (Roma) e di farsi aiutare dai ricercatori a decifrare le istruzioni che le consentano di condurre l’esperimento progettato: cambiare una singola base, un singolo nucleotide, nel Dna di un batterio. In pratica si deve introdurre una singola mutazione in uno specifico gene tra le migliaia di geni del più comune tra i batteri di laboratorio: Escherichia coli. L’esperimento alla fine, tra molte difficoltà, riesce e l’autrice riesce ad ottenere la mutazione ricercata. Anche se tra mille dubbi e perplessità e nonostante i tanti aiuti. Resta il dubbio di capire perché fare tutto questo. Di certo non era per fare pubblicità ad un kit commerciale venduto da una azienda statunitense. Sicuramente non era per mostrare che l’esperimento era facile da condurre visto che quasi non riusciva nonostante ci sia stato l’intervento di ricercatori esperti. (Continua qui)

 

Cosa dimostra l’esperimento di Repubblica con CRISPR? E quanto dobbiamo preoccuparci?

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Elena Dusi di Repubblica si è cimentata con l’editing genetico, utilizzando un kit per la modificazione fai-da-te importato dagli Stati Uniti e producendo batteri resistenti agli antibiotici. E’ pericoloso? Trattandosi di ceppi innocui di Escherichia coli, la risposta è negativa. Ma se i ceppi arrivati dagli Usa, insieme ai reagenti e alle istruzioni per l’esperimento, fossero stati contaminati con batteri patogeni? Il dibattito è aperto, ma qualche elemento per ragionare è già disponibile. Un incidente del genere può effettivamente verificarsi, e in realtà si è già verificato in Germania, come hanno comunicato le autorità tedesche il 24 marzo. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha effettuato un’analisi del rischio, pubblicando le sue conclusioni il 3 maggio.

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La Germania discute di CRISPR

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La Germania si conferma il paese europeo più impegnato a costruire un dibattito pubblico su CRISPR in tutti i suoi campi di applicazione. Proprio oggi un gruppo di esperti dell’Accademia nazionale delle scienze Leopoldina pubblica un documento sugli aspetti etici e legali dell’editing nella ricerca con cellule umane. La legge tedesca proibisce la ricerca sugli embrioni umani, ma il documento auspica che sia possibile studiare lo sviluppo embrionale limitandolo agli embrioni che restano inutilizzati nelle cliniche per la fecondazione assistita. A febbraio la stessa accademia aveva contribuito a organizzare un incontro sull’editing genomico vegetale, da cui sono emersi molti contributi interessanti sull’opportunità di regolamentare le piante editate in modo diverso dagli Ogm classici. Già nel 2015 la Leopoldina aveva publicato una posizione sull’uso della genetica per la produzione di nuove varietà di piante e un contributo su opportunità e limiti dell’editing genomico. E a settembre, annuncia un comunicato stampa ufficiale, l’assemblea annuale si occuperà ancora “intensamente” di editing genomico.

Così editiamo il cancro all’IEO

pelicci quadrottoIl potenziale della nuova tecnica di editing genetico è altissimo in oncologia, perché i tumori sono causati da molteplici mutazioni e CRISPR consente di modificare molti geni in un colpo solo. La seconda puntata del viaggio nei laboratori che usano CRISPR, dunque, ci porta all’Istituto europeo di oncologia di Milano. Ecco cosa ci ha detto il co-direttore scientifico, Pier Giuseppe Pelicci.

“Nel mio laboratorio usiamo CRISPR in 3 grandi filoni di ricerca. Il primo sfrutta la tecnica nel modo classico, per rompere i geni che vogliamo studiare, allo scopo di capirne la funzione. Potevamo farlo anche con le vecchie tecniche ma adesso è tutta un’altra storia. CRISPR è velocissima, costa pochissimo ed è facile da usare. Se prima potevamo fare un esperimento ogni sei mesi, ora ne facciamo uno a settimana. È come se il tempo scorresse diversamente”.  Continua a leggere