Sostenitori e oppositori delle biotecnologie agrarie aspettavano da mesi il parere dell’Avvocato Generale della Corte di giustizia europea, sperando che rispondesse alla fatidica domanda: le piante modificate con l’editing ricadono sotto la stessa normativa degli OGM? La risposta però non è arrivata, nel senso che non appare risolutiva ed è stata variamente interpretata. Il più documentato è questo articolo di Euractiv, cautamente ottimista la lettura data da Nature, The Scientist, Guardian. Ma i punti interrogativi al momento sono più dei punti fermi e, di fatto, siamo ancora in un clima di impaziente attesa. Continua a leggere
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La carica delle piante CRISPR, in campo a tempo di record
Le piante il cui genoma è stato corretto con la tecnica CRISPR potranno essere coltivate e vendute negli Stati Uniti senza controlli particolarmente onerosi, come le piante ottenute con le tecniche convenzionali di miglioramento genetico e diversamente dai vecchi OGM. Lo ha ribadito il Dipartimento americano dell’agricoltura dando il via libera all’ultima arrivata, una soia sviluppata dagli stessi ricercatori dell’Usda che tollera bene stress idrici e sale grazie all’inattivazione di due geni (Drb2a e Drb2b). Secondo Nature Biotechnology sale dunque a cinque il numero delle piante figlie di CRISPR già deregolamentate dalle autorità d’oltreoceano. Continua a leggere
CRISPR all’Università della Tuscia
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Brevetti CRISPR: la ricerca in agricoltura ora è più libera

L’editing genomico ha un grande potenziale nel miglioramento genetico vegetale. E la tecnologia CRISPR è abbastanza economica e facile da usare da essere alla portata di tutti i laboratori, non solo delle grandi multinazionali agbiotech. Lascia ben sperare, dunque, la notizia che uno dei principali soggetti detentori di diritti di proprietà intellettuale sull’uso di CRISPR in agricoltura abbia deciso di facilitare l’accesso alla tecnologia ai ricercatori interessati. Continua a leggere
Pane senza glutine grazie a CRISPR. Ma è Ogm?

Il grano contiene decine di geni che producono proteine tossiche per i celiaci (gliadine). La tecnica di editing genomico CRISPR potrebbe consentire di eliminarli tutti e in Spagna sono già vicini al traguardo. I ricercatori dell’Istituto per l’agricoltura sostenibile di Cordova sono riusciti a inattivare fino a 35 di questi geni, riducendo l’immunoreattività (e dunque la tossicità) dell’85%. L’obiettivo del cento per cento ora sembra a portata di mano. Ma il grano biotech “gluten free” sarà buono? E riuscirà ad arrivare sul mercato? Lo abbiamo chiesto a Francisco Barro, il genetista che ha firmato il lavoro pubblicato recentemente sul Plant Biotechnology Journal. Continua a leggere
La Conferenza di Bruxelles sul nuovo biotech in agricoltura in 15 tweet
Il biotech verde al Congresso dell’Associazione Coscioni

XIV Congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – Prima Commissione “Diritto alla scienza e biotecnologie verdi in Italia”, 30 settembre 2017. Sono intervenuti: Marco Perduca, Roberto Defez, Cesare Romano, Pedro Narro Sanchez, Giorgio Fidenato, Moreno Colaiacovo, Vittoria Brambilla, Deborah Piovan, Alberto Lipparini, Stefano Bertacchi. Ha moderato l’incontro Anna Meldolesi. Qui il video integrale.
Bruxelles discute le regole per le piante modificate con CRISPR

Oggi dalle 9.30 alle 18 sarà possibile seguire in streaming l’attesa conferenza di Bruxelles “Moderne biotecnologie in agricoltura. Aprire la strada all’innovazione responsabile”. I Commissari europei per la salute e per l’agricoltura Vytenis Andriukaitis e Phil Hogan discuteranno della futura regolamentazione delle piante migliorate con gli strumenti biotech più avanzati, insieme a rappresentanti dell’industria e della società civile, scienziati e altri esperti. Il programma della conferenza è disponibile qui.
Il primo fiore del giardino di CRISPR
La primavera in Giappone ha le tonalità tenui della fioritura dei ciliegi, l’estate però tende a colorarsi di viola e di blu. Nei giardini del Sol Levante infatti è molto diffusa una pianta rampicante detta Asagao, caratterizzata da fiori imbutiformi dalle tonalità vistose. Il suo nome scientifico è Ipomoea nil e in inglese è conosciuta come “morning glory”, splendore del mattino, perché le sue campane si aprono all’alba per poi richiudersi nel pomeriggio. Nel 2016 i genetisti giapponesi hanno sequenziato il genoma della specie e ora l’hanno usata per traghettare anche la floricultura nell’era di CRISPR, la nuova tecnica di modificazione genetica di precisione che promette di rivoluzionare le scienze della vita. Continua a leggere
PRIMA I GENI: il manifesto dei genetisti italiani

E’ stato presentato oggi a Roma il nuovo documento sull’editing del genoma promosso dalla Società italiana di genetica agraria, con il patrocinio della Federazione italiana di scienze della vita e del Consiglio per la ricerca in agricoltura. Le dodici tesi sono illustrate sul sito Prima i geni. Alla presentazione, ripresa dalle telecamere di Radio radicale, hanno partecipato scienziati, politici, rappresentanti delle confederazioni agricole, imprenditori.