
L’immunoterapia contro il cancro prova a fare un salto qualità scommettendo su CRISPR. Un lavoro apripista appena pubblicato su Science combina per la prima volta in modo rigoroso due approcci, entrambi molto promettenti. Numero uno: la terapia cellulare basata sui linfociti T, già impiegata con successo per alcuni tipi di leucemie e di linfomi. Numero due: l’editing genomico, che con il perfezionamento della tecnica CRISPR è diventato la via maestra alla modificazione genetica.
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Bisogna correre più che si può, per riuscire a stare fermi. Non accade solo nel mondo fantastico tratteggiato da Lewis Carroll in “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”. Ma anche qui sul pianeta Terra dove, per sopravvivere, le specie devono adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente e competere tra loro, in un’instancabile corsa agli armamenti. Per ogni nuovo veleno serve un nuovo antidoto, per ogni nuova strategia offensiva ci vuole una nuova forma di difesa, anche e soprattutto nel mondo microbico, animato com’è dalla coevoluzione tra ospiti e parassiti, prede e predatori. Com’è noto per l’invenzione di CRISPR (con le sue molte varianti) possiamo ringraziare i batteri, da sempre impegnati ad affinare nuove armi contro i loro nemici virali. Ebbene, in futuro forse ringrazieremo anche i virus per gli agenti anti-CRISPR, messi a punto per infettare i batteri a dispetto di CRISPR. 
