Gli anti-CRISPR e la Regina rossa

red queenBisogna correre più che si può, per riuscire a stare fermi. Non accade solo nel mondo fantastico tratteggiato da Lewis Carroll in “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”. Ma anche qui sul pianeta Terra dove, per sopravvivere, le specie devono adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente e competere tra loro, in un’instancabile corsa agli armamenti. Per ogni nuovo veleno serve un nuovo antidoto, per ogni nuova strategia offensiva ci vuole una nuova forma di difesa, anche e soprattutto nel mondo microbico, animato com’è dalla coevoluzione tra ospiti e parassiti, prede e predatori. Com’è noto per l’invenzione di CRISPR (con le sue molte varianti) possiamo ringraziare i batteri, da sempre impegnati ad affinare nuove armi contro i loro nemici virali. Ebbene, in futuro forse ringrazieremo anche i virus per gli agenti anti-CRISPR, messi a punto per infettare i batteri a dispetto di CRISPR.

Inibitori naturali di questo tipo potrebbero rivelarsi utili in laboratorio, per aiutare i biotecnologi a tenere sotto stretto controllo l’attività di editing genomico, evitando che l’ingrediente base del sistema CRISPR resti attivo troppo a lungo generando effetti indesiderati. Per l’enzima Cas9 (che fa gran parte del lavoro nella variante standard di CRISPR) erano già state individuate alcune proteine antagoniste. Ora però, grazie ai lavori appena pubblicati su Science, con il contributo di Jennifer Doudna, nella cassetta degli attrezzi possiamo mettere le prime proteine anti-Cas12a, utili per neutralizzare un’altra variante di CRISPR molto usata (spesso indicata con la sigla Cpf1). In attesa di esplorare tutta la biodiversità molecolare anti-CRISPR e imparare a usarla, questo filone di ricerca ci consegna una lezione sempre utile: il pensiero evoluzionistico non è cosa da libri impolverati, è oggi più che mai un bagaglio indispensabile per qualsiasi viaggio si voglia intraprendere nella biologia, anche alle frontiere hitech della bioinformatica e dell’editing genomico. Niente ha senso nelle biotecnologie, se non alla luce dell’evoluzione.

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