I gene drive e l’etica dell’estinzione programmata

Sin dalle sue origini Homo sapiens ha spinto molte specie sull’orlo dell’estinzione, e talvolta irrimediabilmente oltre. Lo abbiamo fatto per sfamarci, difenderci, colonizzare, coltivare, bonificare, arricchirci. Spesso senza esserne pienamente consapevoli. Farlo oggi, intenzionalmente, nell’epoca dei trattati sulla biodiversità e degli sforzi per la conservazione, può apparire come un atto assurdo ed estremo. Ma non mancano gli esempi di organismi considerati altamente nocivi per la salute o per l’ambiente. In quali circostanze sarebbe ammissibile eliminarli ricorrendo alle tecnologie genetiche? Abbiamo il diritto di cancellare dalla faccia della Terra un’altra forma di vita? Probabilmente queste domande non hanno una sola risposta giusta, ma un gruppo di biologi, ecologi, naturalisti, bioeticisti e scienziati sociali ha organizzato un workshop per discuterne e ha provato a rispondere sulla rivista Science analizzando tre casi concreti: la mosca assassina (Cochliomyia hominivorax) in Sud America, la zanzara della malaria (Anopheles gambiae) in Africa, i topi e i ratti (Mus musculus, Rat­tus rattus, Rattus norvegicus) nelle isole dell’Oceania. [Continua su Le Scienze]

Cibo, salute e brevetti: le ultime su CRISPR

Dalla Cina: il grano resistente ai funghi. Il paese più impegnato al mondo nell’editing vegetale e la super-genetista Caixia Gao mettono a segno un altro colpo su Nature, indicando la via per ottenere piante resistenti a una grave malattia fungina.

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Sasso carta forbici: le zanzare CRISPR giocano a morra cinese

L’antico gioco che si fa con le mani è un’utile metafora per spiegare l’ultimo studio del gruppo di Andrea Crisanti sulla strategia dei drive genetici contro la malaria, pubblicato il 25 giugno su Nature Communications. Rock-paper-scissors. Le forbici, ovviamente, sono quelle della tecnologia di editing genomico CRISPR/Cas9, premiata con il Nobel per la chimica 2020. La carta è la sequenza bersaglio sul DNA, contro cui sono indirizzate le forbici genetiche. E il sasso?

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Zanzare all-male, la nuova strategia genetica per la malaria

Credit Alekos Simoni

Il nome di Andrea Crisanti è noto ai più per il caso studio di Vo’ Euganeo e per la strategia di sorveglianza attiva che sta aiutando il Veneto ad arginare l’epidemia di COVID-19. Ma il medico romano è anche il pioniere di una tecnologia di frontiera per il controllo della malaria: i “gene drive”. L’idea, sviluppata con il suo gruppo di ricerca dell’Imperial College di Londra e pubblicata l’11 maggio su Nature Biotechnology, consiste nel modificare le zanzare che trasmettono il plasmodio della malaria, appartenenti alla specie Anopheles gambiae, in modo tale da far nascere solo gli esemplari del sesso che non punge. Non essendoci abbastanza femmine per sostenere la riproduzione, le popolazioni di insetti vettori collasserebbero e si fermerebbe la trasmissione della malattia. (Continua su Osservatorio Terapie Avanzate)