Sperimentazione avventata sulla piccola Mei

Aveva sei anni e una malattia rara. I genitori hanno chiesto di chiamarla con lo pseudonimo Mei, che in cinese significa bella. La sua famiglia ha raccolto oltre 800.000 dollari per farle avere una terapia su misura, solo per lei. Ma quella sperimentazione non è stata adeguatamente controllata e poi il decesso è stato nascosto, secondo l’inchiesta condotta da Science e Retraction Watch. Dopo Lulu, Nana e Amy (le CRISPR baby editate allo stadio embrionale, di cui non si conosce lo stato di salute), è scoppiato un altro brutto scandalo legato alla corsa all’editing in Cina. Troppa ambizione e troppe leggerezze, da parte di organismi di controllo e ricercatori, e qualche distrazione di troppo anche da parte di Nature. Ne ho scritto su Le Scienze.

Il pretrattamento chemioterapico fa una vittima in un trial CRISPR

Busulfan in 3D

L’incidente avvenuto nel corso di una sperimentazione con base editing per l’anemia falciforme ricorda l’urgenza di superare l’impiego preliminare del busulfan

I pazienti sperimentali si trovano spesso in una condizione paradossale: devono essere abbastanza malati da essere ammessi al trial clinico e abbastanza sani da sopportare gli effetti collaterali. Devono anche avere l’audacia di sottoporre il proprio corpo a protocolli la cui sicurezza ed efficacia è da dimostrare. Per questo molti li definiscono pionieri e persino guerrieri. L’identità del coraggioso paziente che sperava di curarsi dall’anemia falciforme assumendo il BEAM-101 ed è morto a quattro mesi dall’intervento è ancora sconosciuta. Però tutto lascia credere che a ucciderlo non sia stata qualche insidia celata nelle sue nuove cellule geneticamente editate, ma il vecchio e ben noto trattamento usato per fare loro spazio nel midollo.

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La lezione di Terry, il paziente pioniere che non ce l’ha fatta

Terry e Richard Horgan (Credit: Cure Rare Disease)

Era stato il primo paziente a sottoporsi a una terapia CRISPR per la distrofia muscolare. Il primo a ricevere un trattamento CRISPR pensato unicamente per lui. E sempre il primo a sperimentare un approccio CRISPR che non mirasse a cambiare una sequenza genica ma soltanto il suo livello di attivazione (editing epigenetico). Sei mesi dopo la morte di Terry Horgan, il fratello Richard ha diffuso le prime informazioni sulle cause del decesso.

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