
Buone feste e felice primavera!🌷🌼🥚🐣🐤
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Non ho saputo resistere, ecco come ChatGPT ghiblizza una celebre foto di Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, Nobel 2020 per l’invenzione di CRISPR (con tante scuse al maestro Miyazaki)
Gira voce che l’RNA sia caduto politicamente in disgrazia, presumibilmente in quanto molecola chiave per i vaccini di nuova generazione che hanno debuttato contro il Covid, dunque simbolo sgradito all’amministrazione USA ai tempi di Robert F. Kennedy Jr. e Donald Trump. Secondo indiscrezioni ai ricercatori americani sarebbe stato consigliato di rimuovere, in particolare, i riferimenti all’RNA messaggero dai progetti di ricerca che competono per i finanziamenti pubblici.
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Sembra la cover di un magazine dedicato al design e invece è il supplemento tecnologico pubblicato dall’Economist a marzo. “L’età di CRISPR”, recita il titolo. All’interno ben otto articoli dedicati ai filoni più caldi dell’editing genomico: dalle terapie geniche aglli xenotrapianti, dai gene drive alle piante geneticamente corrette. Non nasconde le difficoltà, tra company dell’editing a corto di finanziatori e difficoltà regolatorie. Comunque il tono è quello giusto: la fase del sensazionalismo è passata, ma CRISPR è qui per restare.
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A che punto è l’applicazione di CRISPR in agricoltura? Il 2024 è stato un anno di svolta in Italia, con le prime sperimentazioni in campo di riso e vite editati per resistere meglio ad alcune malattie fungine. E nel resto del mondo? L’Innovative Genomics Institute ha fotografato lo stato dell’arte e il bilancio è positivo. Diamo un’occhiata insieme.
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È in arrivo l’appendice XI dell’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, con quattro pagine dedicate alle nuove biotecnologie di precisione che ho avuto il piacere di curare. Le tendenze cambiano in fretta, internet ci ha abituato a una fruizione rapida di notizie e contenuti, insomma “fissare la mutevolezza del nostro presente in un’opera enciclopedica” è una sfida, come recita l’introduzione all’appendice. Ma lasciar sedimentare i concetti resta una necessità, ed era importante che l’editing genetico fosse incluso tra gli aggiornamenti necessari per vivere consapevolmente nel mondo contemporaneo. Mi piace notare che la mia voce arriva dopo “Economia verde ed economia blu” e prima di “Educazione”. Buona lettura, dunque, a chi si regalerà il tempo di sfogliare queste pagine, magari nel silenzio di una biblioteca.

Per gli scienziati è un organismo modello, perfetto per fare ricerca perché cresce in fretta, si autoimpollina, ha un piccolo genoma facile da modificare. In effetti è la pianta più studiata del mondo, la prima ad essere stata sequenziata, una diva della genetica. Per tutti gli altri è una sconosciuta anche perché, fra tante meraviglie botaniche, Arabidopsis thaliana non si fa certo notare, piccola com’è e con quei fiorellini senza pretese. Ma le conoscenze di base ormai ci sono, gli strumenti biotecnologici pure. Perché non regalare alla sua incolore e dimessa fioritura un outfit di gala, con petali da far invidia a una rosa? L’idea è venuta a Nick Desnoyer dell’Università di Zurigo, che con un po’ di breeding e un tocco di CRISPR ha ottenuto una pianta con l’impalcatura genetica di Arabidopsis e una corolla sontuosa. Non perdetevi il suo scenografico thread su X e bluesky, in cui annuncia un progetto di bio-arte pronto a sbocciare nel 2025.

I futuri avamposti extraterrestri dipenderanno in buona parte dall’utilizzo di organismi capaci di sopravvivere in condizioni estreme. Una fonte di ispirazione per raggiungere questo obiettivo sono i tardigradi, minuscoli invertebrati campioni di resistenza che potrebbero prestare i propri geni (e qualche super-potere) ad altre specie necessarie per sfamare e fornire sostanze utili ad astronauti e turisti spaziali.
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Venerdì 11 ottobre alle 10.30 Anna Meldolesi dialogherà con il genetista Emidio Albertini (qui il programma completo)