Con la genomica funzionale classica funziona così. Per decifrare i comportamenti cellulari si possono creare delle perturbazioni, ad esempio inattivando gruppi di geni con una piattaforma basata su CRISPR. Poi si può vedere cosa succede a livello di RNA trascritti e proteine tradotte, con la trascrittomica a singola cellula e altre omiche. E se invece di fare questi esperimenti si sfruttasse l’intelligenza artificiale per simularli al computer? Modellizzare in silico le reazioni cellulari alle perturbazioni aiuterebbe a capire cosa accade quando una cellula si ammala e quando si somministra un farmaco. Sarebbe utile soprattutto per i tipi cellulari rari o difficili da coltivare. E sarebbe utile per decidere quali esperimenti vale la pena di fare davvero in laboratorio. Per questo è nata la “Virtual Cell Challenge”, di cui parlo nella nuova puntata della videorubrica 3e14, su Le Scienze.
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L’AI scoprirà i nuovi farmaci: cosa c’è di vero?
No, non cureremo la maggioranza delle malattie nel giro di 5-10 anni come ha detto il capo di Anthropic Dario Amodei. Ma da AlphaFold in poi la carica dei modelli AI nelle scienze della vita non si è più fermata, conquistando le copertine delle riviste scientifiche più prestigiose. Cosa possiamo realisticamente aspettarci? Ne parlo nella nuova puntata della videorubrica 3e14, sul sito di Le Scienze (qui un assaggio, il video completo è per gli abbonati).

Le scienze in 3 minuti e 14

Nella mia prima videorubrica parlo di archeologia, ma in futuro mi dedicherò anche a genetica e biotecnologie, sempre per 3e14, sul sito di Le Scienze. I miei compagni di avventura si occuperanno rispettivamente di astrofisica, medicina e clima.