Cellula virtuale: la sfida 2026

Con la genomica funzionale classica funziona così. Per decifrare i comportamenti cellulari si possono creare delle perturbazioni, ad esempio inattivando gruppi di geni con una piattaforma basata su CRISPR. Poi si può vedere cosa succede a livello di RNA trascritti e proteine tradotte, con la trascrittomica a singola cellula e altre omiche. E se invece di fare questi esperimenti si sfruttasse l’intelligenza artificiale per simularli al computer? Modellizzare in silico le reazioni cellulari alle perturbazioni aiuterebbe a capire cosa accade quando una cellula si ammala e quando si somministra un farmaco. Sarebbe utile soprattutto per i tipi cellulari rari o difficili da coltivare. E sarebbe utile per decidere quali esperimenti vale la pena di fare davvero in laboratorio. Per questo è nata la “Virtual Cell Challenge”, di cui parlo nella nuova puntata della videorubrica 3e14, su Le Scienze.