L’agricoltura italiana è pronta per CRISPR?

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L’editing genomico sembra fatto apposta per l’agricoltura italiana. Perché è una tecnologia che consente di operare correzioni mirate al DNA delle piante, senza introdurre sequenze estranee e senza distruggere l’identità legale delle nostre varietà tipiche. La tecnica di editing più in voga, CRISPR, potrebbe consentirci, ad esempio, di potenziare la resistenza alle malattie delle piante e di evitare, al tempo stesso, i problemi burocratici e di percezione pubblica che hanno ostacolato l’adozione degli OGM. La posta in gioco è notevole, ma c’è anche un ritardo consistente da colmare. Ne abbiamo parlato con Michele Morgante, genetista dell’Università di Udine e presidente della Società Italiana di Genetica Agraria. Continua a leggere →

Il Golden Rice si può fare con CRISPR?

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Il Golden Rice potrebbe essere il miglior prodotto agrario dell’era biotech prima di CRISPR. Purtroppo 17 anni dopo la sua invenzione è ancora prigioniero della burocrazia degli OGM, in attesa delle autorizzazioni per la coltivazione commerciale. Eppure questo riso arricchito di beta-carotene potrebbe salvare molte vite e migliorare la salute delle persone affette da carenza di vitamina A in diverse regioni del mondo. Esiste la fondata speranza che l’editing genomico possa ricevere un’accoglienza più amichevole rispetto all’ingegneria genetica, da parte di policymaker e consumatori, perché consente di produrre cambiamenti puntiformi nel genoma delle piante, indistinguibili dalle mutazioni naturali. Se così fosse, la tecnologia CRISPR potrebbe risolvere l’impasse consentendo di sviluppare un nuovo Golden Rice non-OGM? L’ho chiesto ai suoi inventori: Peter Beyer, dell’Università di Friburgo, e Ingo Potrykus, che è professore emerito all’Istituto svizzero di tecnologia (ETH) di Zurigo. Continua a leggere →

L’India non è solo Vandana Shiva. Ascoltiamo Sanjaya Rajaram

Sanjaya_Rajaram_WFPNon scrive pamphlet con facili ricette per un mondo migliore. Ha passato più tempo nei campi che a sedurre platee. Ma che siano in pochi a conoscere Sanjaya Rajaram – e in tanti Vandana Shiva – è il sintomo di una malattia culturale. Questo agronomo indiano, vincitore del World Food Prize 2014, ha raccolto il testimone di Norman Borlaug, Nobel per la pace e padre della Rivoluzione verde che, nella seconda metà del secolo scorso, ha raddoppiato la produzione di cereali in buona parte del globo, grazie a sementi migliori, irrigazione, fertilizzanti e pesticidi. Rajaram ha sviluppato 500 nuove varietà di grano coltivate in 51 Paesi. E’ venuto in Italia per il forum mondiale per la ricerca e l’innovazione promosso dalla regione Emilia Romagna.

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CRISPR sul Foglio

A seguire la recensione di “E l’uomo creò l’uomo. CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico” pubblicata sul Foglio il 24 marzo 2017. 

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Come per ogni altro tema scientifico e di una certa complessità, ci sono due modi per approcciarsi agli Ogm e alle biotecnologie. Il primo è ascoltare qualche post marxista tipo Mario Capanna che parla di “cibo di Frankenstein” e che mette in guardia dai pericoli dell’inesistente fragola-pesce, prestare attenzione alle sparate di un comico diventato capopopolo come Beppe Grillo che s’inventa decine di morti causate da un fantomatico pomodoro-pesce, farsi impressionare dall’aura orientale di Vandana Shiva che diffonde bufale sui suicidi dei contadini causati dagli Ogm, lasciarsi affascinare dall’aria paesana di Carlin Petrini che vuole riportarci a fare i contadini “come una volta”. La seconda strada è quella di informarsi attraverso persone che conoscono realmente le biotecnologie, che hanno approfondito una materia complessa e che hanno la capacità di spiegarla in maniera semplice non semplicistica. (Continua qui)

Le piante editate, il bio e Greenpeace Mag

fiblLa pubblicazione tedesca Greenpeace Magazin ha intervistato Urs Niggli, che dirige un importante istituto di ricerca sull’agricoltura organica (FiBL) e vede con favore l’editing del genoma. Le piante così modificate, secondo lui, non dovrebbero essere considerate OGM ma valutate caso per caso. Greenpeace Magazin/Hamburg ci ha gentilmente concesso l’autorizzazione per tradurre e pubblicare l’intervista firmata da Frauke Ladleif. 

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News review: l’editing delle piante su Science e Nature

news reviewQuesta settimana le due riviste scientifiche più influenti del mondo accendono i riflettori sul potenziale di CRISPR per l’agricoltura. “Gli editor del genoma si cimentano con le piante”, titola Science. “CRISPR, i microbi e altro si uniscono alla guerra contro i killer delle colture”, titola Nature. Il primo articolo è un’analisi firmata da Armin Scheben e David Edwards, della University of Western Australia. “C’è un urgente bisogno di piante migliorate per soddisfare la domanda crescente di cibo e affrontare i cambiamenti climatici”, scrivono. Si stima che la popolazione globale passerà da 7,3 a 9,7 miliardi nel 2050 e per sfamarla servirà un aumento della produzione del 100-110% rispetto ai livelli del 2005. Con i metodi convenzionali di incrocio possono essere necessari oltre 10 anni per sviluppare una nuova varietà. L’editing genomico in confronto offre vantaggi rilevanti. Continua a leggere →