Chiamami CRISPR. Sono la tua birra

Il nome non lascia spazio a dubbi. Le doppie eliche enfatizzano elegantemente il concetto. Una scritta in basso chiarisce: “brewed with CRISPR edited yeast”, fermentata con lievito editato con CRISPR. Per essere precisi, lievito lager corretto per prevenire un difetto comune della birra, quella sgradevole nota di burro dovuta alla produzione di diacetile.

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Un brindisi al gusto di rosa

birraPurtroppo non è vero quello che ha scritto il Daily Beast, la birra aromatizzata alla rosa grazie a CRISPR non esiste ancora. Ma probabilmente verrà prodotta nel prossimo futuro, almeno su scala sperimentale. Un gruppo dell’Università di Lovanio in Belgio, infatti, ha identificato due geni che possono essere usati nella produzione di bevande alcoliche per impreziosirne il bouquet. Si chiamano TOR1 e FAS2, e servono ad aumentare la produzione di feniletil acetato nel lievito Saccaromyces cerevisiae. È bastato introdurli con l’aiuto di CRISPR in ceppi di lievito non particolarmente profumati, per arricchirli di questa sostanza apprezzata per le qualità organolettiche. Continua a leggere