Ignoranza e cesoie

Vi ricordate gli attivisti che buttavano la passata di pomodoro sui capolavori  dell’arte? Certo che sì. Servizi sui Tg, sdegno corale, richieste di punizioni esemplari. Per fermarli è stata varata la legge numero 6 del 22 gennaio 2024 con le “Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”. Un’altra domanda: vi ricordate gli attivisti che hanno divelto reti di protezione, sradicato piante frutto della ricerca italiana, sabotato sperimentazioni progettate per rendere l’agricoltura più sostenibile? Probabilmente no, perché hanno agito di notte col passamontagna. E perché sia i media che la politica hanno speso ben poche parole quando questi episodi sono accaduti, nel giugno 2024 ai danni dell’Università di Milano e nel febbraio del 2025 ai danni dell’ateneo di Verona.

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La storia della vite, dalle origini all’editing

Il gruppo di Michele Morgante dell’Università di Udine ha studiato il genoma di oltre 200 varietà di vite, ricostruendo una storia affascinante, meticcia e biodiversa, con qualche sorpresa su alcuni dei vini più pregiati. Il mio articolo è uscito il 17 dicembre su Corriere Innovazione.

Il vino ha bisogno di innovazione genetica

(vigna friulana, dalla presentazione di M. Morgante)

CRISPeR Mania ha il piacere di pubblicare il testo della presentazione che Michele Morgante (Università di Udine) ha tenuto il 6 giugno al Workshop virtuale sulle biotecnologie Innovative e gli approcci regolatori organizzato dall’Ambasciata e dal Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti.

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L’agricoltura italiana è pronta per CRISPR?

vite

L’editing genomico sembra fatto apposta per l’agricoltura italiana. Perché è una tecnologia che consente di operare correzioni mirate al DNA delle piante, senza introdurre sequenze estranee e senza distruggere l’identità legale delle nostre varietà tipiche. La tecnica di editing più in voga, CRISPR, potrebbe consentirci, ad esempio, di potenziare la resistenza alle malattie delle piante e di evitare, al tempo stesso, i problemi burocratici e di percezione pubblica che hanno ostacolato l’adozione degli OGM. La posta in gioco è notevole, ma c’è anche un ritardo consistente da colmare. Ne abbiamo parlato con Michele Morgante, genetista dell’Università di Udine e presidente della Società Italiana di Genetica Agraria. Continua a leggere