Viti TEA vandalizzate. E adesso?

Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio ignoti vandali hanno fatto irruzione nel campo sperimentale dell’Università di Verona danneggiando le viti Chardonnay editate per combattere un’infezione fungina. Lo scorso settembre l’avvio della sperimentazione era stato festeggiato da ricercatori, produttori ed esponenti politici di spicco (dal ministro Lollobrigida al presidente di Coldiretti Ettore Prandini), perché si trattava di un primato italiano (il primo campo con viti TEA/NGT avviato in Europa) e di un passo avanti verso una viticoltura più sana e sostenibile, meno dipendente dagli agrofarmaci.

Prima delle viti era toccato al riso editato dell’Università di Milano per resistere a un altro fungo: dopo essere stato piantato, è stato vandalizzato e solo parzialmente recuperato dai ricercatori. In attesa di capire come proseguirà la sperimentazione di Verona, quanto questo gesto brutale e ideologico peserà sul futuro delle altre sperimentazioni già autorizzate o in corso di autorizzazione, se ci sarà la volontà politica di contrastare seriamente questi reati, magari inquadrandoli anche nella cornice della legge anti-ecovandali, vi segnaliamo alcuni degli articoli usciti a caldo sulla stampa nazionale.

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Le viti TEA su Nature Biotechnology

Le viti dell’Università di Verona sono già in campo, poi potrebbe essere la volta di Fondazione Edmund Mach e di CREA-CNR. Si tratterà sempre di Chardonnay, editato per resistere alla peronospora (ma con doppio knock-out) o all’oidio. Ne ho parlato con Mario Pezzotti, Sara Zenoni, Umberto Salvagnin, Riccardo Velasco e Vittoria Brambilla. Tornare su Nature Biotechnology per me è una gioia, anche perché questa volta l’Italia fa da apripista, anziché tirare il freno all’innovazione genetica. Prosit!

Libiamo ne’ lieti calici: le viti TEA debuttano in campo a Verona!

Il Ministro Lollobrigida, collegato via zoom, l’ha definito “un evento straordinario, stiamo facendo la storia”. Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini ha impugnato la zappa, per mettere a dimora una delle viti geneticamente editate (potete vederlo compiere l’inedito gesto in una delle foto della gallery proprio qui sopra).

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