
Sono tanti i lavori interessanti usciti di recente, ecco le nostre tre segnalazioni. Riguardano un trial innovativo di terapia genica, un nuovo approccio sperimentale per l’oncologia e l’invenzione di nuovi strumenti per mappare le reti di regolazione genetica.
- Per la prima volta un modello avanzato di CRISPR ha corretto una mutazione patogena dentro al corpo dei pazienti. La malattia, chiamata deficit di alfa-1-antitripsina, colpisce polmoni e fegato. La società biotech che conduce la sperimentazione clinica è la Beam Therapeutics. La tecnica – detta editing di basi – è paragonabile a un correttore di bozze anziché a un paio di forbici genetiche. Ne hanno parlato Science e il New York Times.
- Un gruppo dell’Università di Tel Aviv ha usato CRISPR per recidere un singolo gene in cellule di tumori di testa e collo, eliminando il 50% dei tumori nel modello animale. Secondo gli autori finora questo approccio non era stato tentato perché si credeva che inattivare un solo gene chiave non sarebbe bastato a ottenere un effetto terapeutico. Il lavoro è uscito su Advanced Science.
- Due gruppi americani (Stanford e Università della California a San Francisco) hanno usato CRISPR per studiare le gerarchie e le interazioni nelle reti regolatorie dei geni. Come spiega l’articolo di presentazione su Nature Biotechnology, il genoma umano ha dinamiche intricate, in cui milioni di elementi regolatori orchestrano quando, dove e come i geni vengono accesi o spenti. Ogni gene è associato in media con una cinquantina di siti che ne potenziano la trascrizione, i cosiddetti “enhancer”. Se sappiamo ancora troppo poco di queste reti è perché fino a oggi mancavano le tecnologie adatte a studiarle. Ora i nuovi approcci CRISPR consentono di farlo ricorrendo a “perturbazioni combinatoriali”.