Il pangenoma dell’agrobiodiversità

Confrontare le specie coltivate di uso comune e le varietà indigene è una strategia vincente per capire come rendere le prime più resistenti e le seconde più produttive

Pomodori e patate li conoscete tutti. Le melanzane africane forse no, ma quando sono mature si tingono di rosso proprio come i pomodori. Il lulo, dal canto suo, è un frutto arancione con sentori agrumati, per questo in Ecuador lo chiamano naranjilla, ovvero piccola arancia. Il pepino delle Ande, invece, ha una polpa succosa che lo fa somigliare a un melone. Cambiano dimensioni, colori, sapori ma tutte queste piante appartengono allo stesso gruppo tassonomico e rappresentano alcune delle specie sequenziate per produrre una ricca collezione di genomi imparentati, degna di nota perché ha l’ambizione di abbracciare l’intero genere di appartenenza (Solanum).

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Un orto verticale per CRISPR

Il cibo lo volete a chilometro zero, senza pesticidi, a basso consumo di suolo e di acqua? La riposta potrebbe arrivare dall’urban farming e dagli orti verticali, almeno per i consumatori benestanti. Finora le coltivazioni indoor hanno preso piede più che altro per insalate e ortaggi da foglia, ma l’editing genomico promette di allargare il menù e la Nasa guarda agli sviluppi con interesse.

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Le mutazioni nascoste nella zuppa Campbell e il futuro del pomodoro

campbell soupLa Campbell’s Soup è l’immagine simbolo della pop art. Zach Lippman è una stella della genetica vegetale. Le mutazioni criptiche sono un rebus irrisolto. Ecco gli ingredienti dell’affascinante storia raccontata su Nature Plants, in un paper che svela alcuni episodi inediti del recente passato del pomodoro e si propone di guidare (con l’aiuto di CRISPR) la sua evoluzione futura. Continua a leggere

Mai assaggiate le ciliegie di terra? Ci pensa CRISPR

physalis

Le bacche di Physalis sono più grandi di un mirtillo, più piccole di un acino d’uva. Assomigliano a biglie dorate. Chi le ha assaggiate dice che hanno un gusto unico, a metà strada tra ananas e arancio. C’è da scommettere che diventeranno le prossime super-berry di tendenza, se Zachary Lippman riuscirà nell’impresa di domesticare questi frutti, deliziosi ma ancora selvatici, con qualche colpo di CRISPR. Continua a leggere