La pubblicazione tedesca Greenpeace Magazin ha intervistato Urs Niggli, che dirige un importante istituto di ricerca sull’agricoltura organica (FiBL) e vede con favore l’editing del genoma. Le piante così modificate, secondo lui, non dovrebbero essere considerate OGM ma valutate caso per caso. Greenpeace Magazin/Hamburg ci ha gentilmente concesso l’autorizzazione per tradurre e pubblicare l’intervista firmata da Frauke Ladleif.
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Così editiamo il cancro all’IEO
Il potenziale della nuova tecnica di editing genetico è altissimo in oncologia, perché i tumori sono causati da molteplici mutazioni e CRISPR consente di modificare molti geni in un colpo solo. La seconda puntata del viaggio nei laboratori che usano CRISPR, dunque, ci porta all’Istituto europeo di oncologia di Milano. Ecco cosa ci ha detto il co-direttore scientifico, Pier Giuseppe Pelicci.
“Nel mio laboratorio usiamo CRISPR in 3 grandi filoni di ricerca. Il primo sfrutta la tecnica nel modo classico, per rompere i geni che vogliamo studiare, allo scopo di capirne la funzione. Potevamo farlo anche con le vecchie tecniche ma adesso è tutta un’altra storia. CRISPR è velocissima, costa pochissimo ed è facile da usare. Se prima potevamo fare un esperimento ogni sei mesi, ora ne facciamo uno a settimana. È come se il tempo scorresse diversamente”. Continua a leggere
Al CattaneoLab obiettivo Huntington
Si dice che CRISPR, la nuova tecnica che consente di correggere il DNA lettera per lettera, abbia rivoluzionato la vita dei ricercatori. In questo blog racconteremo come viene usata in alcuni dei laboratori più importanti. Cominciamo dal CattaneoLab, il laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative dell’Università di Milano, dove la farmacologa Chiara Zuccato è impegnata, insieme agli altri ricercatori del gruppo diretto da Elena Cattaneo, a fare luce sulle basi molecolari della Corea di Huntington.