
La comunità scientifica ha salutato con grande favore la proposta di parziale deregolamentazione delle nuove biotecnologie avanzata dalla Commissione europea lo scorso luglio. Purtroppo l’iter legislativo non potrà compiere significativi passi in avanti prima della prossima legislatura, che si aprirà con le elezioni europee del giugno 2024. Ma questo tempo non andrà sprecato se servirà a sciogliere i nodi del testo che meritano un supplemento di riflessione e a mettere a punto qualche emendamento chiarificatore. Il diavolo è nei dettagli: dalle soglie proposte per delimitare gli interventi ammissibili sul genoma alle incognite relative alla coesistenza con il biologico, senza dimenticare lo stigma nei confronti degli erbicidi. Per passare in rassegna le questioni ancora irrisolte abbiamo chiesto aiuto a Roberto Defez, biotecnologo del CNR di Napoli. [Continua su Agriscienza]
Ch’è successo con la ricerca sulle malattie rare, non è più convenient? Tanta ricerca incamminata verso un’altro campo, molto più redditizio giusto? I malati invece non hanno niente da dare in cambio, nessun benefit, parliamo quasi di nulla, cioè la vita, cosa oramai declassata in primis dalla basilare sanità pubblica. Figuriamoci, le grandi multinazionali dei farmaci e qualche scienziato…
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