La svolta dell’editing in vivo

Credit: Intellia Therapeutics

Su Le Scienze oggi spiego perché è davvero importante l’ultimo exploit di Intellia Therapeutics, la company co-fondata da Jennifer Doudna, che insieme a un’altra società americana e altri partner internazionali ha da poco pubblicato un lavoro sul New England Journal of Medicine. Si tratta della sperimentazione clinica di una terapia genica a base di CRISPR per l’amiloidosi da accumulo da transtiretina. I sei pazienti trattati ne hanno tratto beneficio senza gravi effetti collaterali (NPR racconta l’esperienza di uno di loro), ma la rilevanza del trial va ben oltre questa malattia rara e fatale causata da mutazioni nella proteina TTR.

I ricercatori, infatti, hanno dimostrato di poter raggiungere l’organo di interesse per via sistemica, iniettando il trattamento direttamente nel flusso sanguigno. Il trucco consiste nell’usare delle nanoparticelle lipidiche come navette per trasportare due molecole di RNA: una serve per far produrre alle cellule l’enzima chiave di CRISPR (Cas9) e l’altra per guidare le sue forbici genetiche verso il gene bersaglio. In questo caso le nanoparticelle hanno raggiunto autonomamente il fegato e lì hanno bloccato quasi totalmente la produzione della proteina difettosa, che accumulandosi danneggia nervi e cuore.

L’intervento di editing, dunque, avviene direttamente nel corpo del paziente, in vivo, anziché al di fuori di esso (ovvero in cellule prelevate, trattate e poi reinfuse), come si era fatto finora per anemia falciforme e talassemia. La speranza è che questo approccio consenta di trattare molti più organi, e dunque molte più malattie, di quello ex vivo.

Secondo Doudna i risultati pubblicati da Julian Gillmore e colleghi, per quanto preliminari, “dimostrano che possiamo superare uno degli ostacoli più grandi per le applicazioni cliniche di CRISPR, riuscendo a somministrare il trattamento per via sistemica e farlo arrivare nel posto giusto”. Insomma, secondo la co-inventrice di CRISPR, questo “è un primo passo cruciale per riuscire a inattivare, riparare o sostituire qualunque gene patogeno, ovunque nel corpo”.

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