C’eravamo tanto amate

Storia della scienza o gossip? Il libro sulla CRISPR saga firmato dal molto influente (e molto bravo, va detto) Walter Isaacson prova a rispondere a una domanda che mi ronzava in testa dal 2013 o giù di lì. Perché dopo aver firmato insieme l’immortale paper del 2012 su Science le strade delle inventrici di CRISPR si sono divise? Separazione consensuale? Chi ha lasciato chi?

La prima risposta ufficiale, quella sul divorzio scientifico, è che Charpentier è interessata ai microrganismi e alla ricerca di base, mentre Doudna è interessata alla biologia strutturale e alle applicazioni dell’editing. La seconda risposta ufficiale, quella sul raffreddamento dei rapporti personali, è che sono entrambe molto impegnate. E però, e però.

Chi come me le ha seguite annotandosi anche le virgole sa che Jennifer ringrazia pubblicamente Emmanuelle molto più di quanto la seconda faccia con la prima. Differenze di carattere, si dirà. Dal libro di Isaacson, comunque, arriva la conferma che l’americana ha fatto di tutto per mantenere un rapporto di amicizia e collaborazione professionale con la francese, ma quest’ultima è diventata sempre più fredda.

Lo scrittore ha chiesto spiegazioni alle dirette interessate e ad altre persone a loro vicine (tra cui il direttore del CRISPR Journal Rodolphe Barrangou e l’ex fidanzato di Charpentier, Rodger Novak) e sostiene che Charpentier è “un po’ possessiva riguardo a CRISPR” (pensa che il merito sia più suo che dell’americana), la infastidiscono i riflettori puntati su Doudna che è naturalmente più portata per la comunicazione, pensa che abbia un senso troppo americano della competizione, probabilmente non le è piaciuto che abbia fondato una company anziché entrare nella sua, e a quanto pare non ha apprezzato che la sua coinventrice abbia scritto un libro su CRISPR prima che arrivasse il Nobel (a Stoccolma non apprezzano chi scrive libri troppo presto, si dice).

Insomma le due inventrici di CRISPR sono due esseri umani, lavorano in un ambiente ad alto tasso di rivalità e non si può pretendere che incarnino i nostri ideali di perfezione e sorellanza. Nemmeno le relazioni di amicizia dei comuni mortali sono perfettamente simmetriche, c’è quasi sempre uno che ci tiene più. Ma a leggere il resoconto del Nobel Day si resta di sasso. Dopo la telefonata di Stoccolma sia Jennifer che Emmanuelle sono travolte da impegni e interviste. Ma Doudna cerca ripetutamente Charpentier, che non risponde.

“Doudna badly wanted to actually talk to her. She texted Charpentier repeatedly throughout the day and left messages on her cell three times. “Please, please call me,” Doudna texted at one point. “I won’t take much of your time, I just want to say congratulations on the phone to you.” Charpentier finally responded, “I’m really, really exhausted, but I promise I’ll call you tomorrow”.

Poi il giorno dopo si sentiranno davvero, per una conversazione rilassata, riferisce Isaacson. Ma in questa storia che ha avuto il lieto fine più bello (il Nobel) la nota malinconica resta. Che peccato.

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