
“Nel mondo animale ci sono specie naturalmente capaci di far nascere una nuova vita da una cellula uovo non fecondata, sempre o in circostanze eccezionali (recentemente è stato scoperto un caso in una femmina di coccodrillo). Ma con lo zampino delle biotecnologie è diventato possibile eliminare il contributo maschile anche in specie che hanno sempre fatto affidamento sulla riproduzione sessuale. Manipolando degli ovociti in vitro, dei ricercatori cinesi sono arrivati al risultato nel topo. L’ultima novità è stata annunciata su Current Biology: usando la tecnica CRISPR per accendere e spegnere combinazioni diverse di geni, un gruppo di Cambridge è riuscito a identificare le basi molecolari della partenogenesi nel moscerino della frutta e a trasferire artificialmente questa caratteristica in un ceppo che non l’aveva. Dopo essere state dotate del giusto corredo genetico, alcune femmine hanno messo al mondo altre femmine, anche loro capaci di riprodursi in assenza di maschi. Ovviamente siamo ben lontani da qualsiasi applicazione sulla specie umana, per motivi sia tecnici che etici, ma non ci sono rischi a esplorare con l’immaginazione la possibilità teorica che le donne riescano a procreare da sole”. E proprio a questo è dedicata la rubrica mia e di Chiara Lalli oggi su 7, il magazine del Corriere della sera.
