Tornate con la memoria alla stagione delle controversie OGM. Fra tanti prodotti osteggiati, c’è un’esperienza positiva di cui non si è parlato abbastanza: la papaya Rainbow resistente al ringspot virus. Non solo ha salvato la produzione delle Hawaii, ma ha anche dimostrato il potenziale della ricerca pubblica. La minaccia virale era devastante, non solo teorica. Inoltre la modificazione genetica apportava effetti visibili: le piante convenzionali venivano infettate, quelle modificate si salvavano. E adesso che si affacciano sul mercato i primi prodotti di nuova generazione, non più transgenici ma geneticamente corretti con CRISPR, possiamo aspettarci qualcosa di simile, magari anche più in grande?
Forse sì, a giudicare dalla gravità della crisi vissuta dagli agrumicoltori in Florida per colpa di una malattia batterica (greening) e dalle speranze alimentate dai portainnesti geneticamente editati. Il video che apre questo post è del 2025, ma nel frattempo l’ente competente (EPA) ha autorizzato l’uso di questa soluzione biotecnologica e alcune fonti parlano addirittura di trecentomila alberi da piantare tra 2026 e 2027.
Chi vuole vedere il servizio della PBS sottotitolato in italiano può farlo facilmente (basta cliccare su “Guarda su YouTube” e, una volta lì, cliccare sulla rotellina delle impostazioni che si trova in basso sul video; nel menù comparirà la dicitura “subtitles” o sottotitoli che può essere settata sull’italiano). In alternativa potete leggere la traduzione del trascritto qui sotto.
John Yang: Infine, questa sera: in Florida i ricercatori stanno sperimentando un nuovo albero geneticamente modificato che, sperano, sarà in grado di contrastare i minuscoli insetti che da anni stanno devastando gli agrumeti della Florida. Ecco il servizio di Colleen Krantz di PBS Iowa.
Colleen Krantz (fuori campo): La famiglia di Ron English operava nel settore agrumicolo della Florida da generazioni. Ma quando una malattia chiamata “citrus greening” ha iniziato a devastare i suoi aranceti e pompelmeti, l’attività di famiglia ha subito un tracollo.
Ron English, Valrico, Florida: Verso il 2015 abbiamo deciso che il greening ci aveva danneggiati al punto che la qualità della frutta non era più adeguata. E quando ci ha colpito duramente, ciò che sapevamo fare per mantenere vivi gli alberi non ha funzionato. Così abbiamo preso la decisione di chiudere completamente l’attività. Mio suocero e la nostra famiglia lavoravano nel settore agrumicolo dal 1895.
Colleen Krantz (fuori campo): Quello che è accaduto alla famiglia English è diventato sempre più comune in tutta la Florida. Da quando il citrus greening è comparso per la prima volta circa vent’anni fa, i produttori dello Stato hanno perso il 63% delle superfici coltivate ad agrumi produttivi. Alcuni coltivatori sono passati ad altre forme di agricoltura, mentre molti altri, come English, hanno venduto i terreni ai costruttori immobiliari.
Ron English: Siamo riusciti a vendere qualcosa che non avremmo mai voluto vendere.
Colleen Krantz (fuori campo): Tutto questo enorme cambiamento è stato causato da un minuscolo batterio diffuso dalla psilla asiatica degli agrumi, una specie invasiva. Gli insetti si insinuano nelle pieghe delle foglie e vi depositano il batterio mentre si nutrono. Non esiste una cura per gli alberi infetti. Primo o poi sono destinati a morire. Per generazioni, gli americani hanno associato la Florida alle arance, ma la produzione di arance dello Stato è crollata del 90%, raggiungendo il livello annuale più basso degli ultimi cento anni o quasi. Così ora è in corso uno sforzo senza precedenti per trovare una soluzione. E Ron English è tornato nel settore agrumicolo. Supervisiona un agrumeto sperimentale per un’azienda chiamata Soilcea. L’azienda collabora con l’Università della Florida, che sta sviluppando alberi di agrumi geneticamente ritoccati per proteggersi dal greening anche dopo l’esposizione al batterio. L’azienda sta rapidamente perfezionando gli interventi genetici più promettenti per rendere gli alberi più resistenti al batterio che causa il citrus greening, noto in breve come HLB.
Yianni Lagos, amministratore delegato di Soilcea: Quello che stiamo facendo è individuare i geni specifici vulnerabili all’HLB e utilizzare l’editing genetico di precisione CRISPR per interrompere questa interazione. E abbiamo un albero che, secondo noi, mostra una resistenza precoce all’HLB. Speriamo che questa resistenza duri molto più a lungo. Ma abbiamo alberi in campo solo da un paio d’anni. Ogni sei mesi acquistiamo sempre maggiore fiducia nei risultati.
Colleen Krantz (fuori campo): Nell’ultimo decennio i coltivatori della Florida hanno tentato una soluzione dopo l’altra, compreso l’uso del vapore per uccidere il batterio. Tutti i tentativi sono falliti oppure richiedevano una gestione continua troppo costosa.
Yianni Lagos: Sentiamo davvero l’urgenza di aiutare rapidamente i coltivatori perché stanno veramente lottando per sopravvivere, no? È davvero una testimonianza della loro determinazione il fatto che siano rimasti in questo settore nonostante il citrus greening.
Colleen Krantz (fuori campo): Finora i ricercatori affermano che gli alberi ottenuti tramite il breeding di precisione appaiono molto più sani rispetto agli alberi di controllo.
Quinton Allen, ricercatore senior: Diversi bersagli genetici mostrano tolleranza: la pianta si infetta comunque, ma rispetto agli alberi di controllo è grande, rigogliosa e sana. In altri casi osserviamo che la quantità di batteri presenti nella pianta è così bassa da essere quasi non rilevabile rispetto ai controlli.
Colleen Krantz (fuori campo): La speranza è che il lavoro dell’Università della Florida e di Soilcea dia finalmente i suoi frutti. Ma ci vorranno ancora diversi anni prima che gli alberi geneticamente modificati possano produrre abbastanza arance. E la fase successiva riguarderà la valutazione del gusto e della resa.
Uomo: Se tutto andrà bene, penso che verso la fine del 2026 o forse nella primavera del 2027 potremo iniziare a distribuire i primi alberi commerciali. Ma per rilanciare davvero il settore ci vorrà tempo.
Colleen Krantz (fuori campo): Quanto a Ron English, è ottimista sul fatto che un giorno i suoi nipoti possano avere l’opportunità di riportare la famiglia nel settore agrumicolo, grazie alla scienza.
Ron English: Quello che stiamo facendo è la chiave per ripartire e, una volta che riusciremo a far ricominciare le persone e a far piantare nuovi alberi, penso che l’iniziativa prenderà piede.
Colleen Krantz (fuori campo): Per PBS News Weekend, sono Colleen Bradford Krantz da Tampa, Florida.