
Ancora un po’ di pazienza. Il voto finale del Parlamento europeo, previsto per marzo, è slittato a fine aprile ma il traguardo è lì, all’orizzonte. Finalmente dovremmo avere regole che distinguono le vere piante transgeniche (contenenti DNA estraneo) e le piante editate che non contengono geni extra e sono indistinguibili dai programmi di miglioramento genetico tradizionale.
In Italia queste ultime vengono spesso indicate con la sigla TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), nei documenti ufficiali però sono chiamate NGT1 (New Genomics Techniques di classe 1, per distinguerle dalla cosiddetta classe 2 che è equiparata agli OGM classici e comprende le piante in cui le nuove tecniche genomiche sono state utilizzate per inserire DNA estraneo anziché per cambiare poche lettere del genoma originario). Le regole meno onerose previste per le TEA/NGT1 eviteranno che CRISPR e altre tecnologie di precisione vengano risucchiate nel buco nero normativo degli OGM e con esse svaniscano preziose opportunità di progresso verso un’agricoltura di qualità, più sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici.
Con le nuove norme l’Europa verrà messa, auspicabilmente, nelle condizioni di competere con il resto del mondo: il Regno Unito ha deregolamentato con il Precision Breeding Act approvato nel 2023, la Cina investe pesantemente nel settore, Stati Uniti e Sud America hanno in vigore meccanismi oliati e favorevoli. Certo in Europa restano da definire gli ultimi dettagli tecnici, in particolare quelli relativi alla brevettazione, e speriamo che non vengano introdotte soluzioni troppo macchinose. Le trattative sono state lunghe e complesse, inoltre fra approvazione e applicazione trascorreranno altri due anni.
Se siamo arrivati fin qui lo dobbiamo agli sforzi di molti e all’ultima spinta impressa dalla leadership danese che dall’inizio dell’anno ha ceduto la presidenza del Consiglio UE a Cipro. In attesa del nuovo regolamento europeo, in Italia le sperimentazioni continuano nel quadro previsto per gli OGM, con qualche semplificazione burocratica e con il sostegno economico del Ministero dell’agricoltura (il programma si chiama TEA4IT). Per saperne di più segnaliamo un articolo del Sole 24 Ore, l’ultimo editoriale del CRISPR Journal e lo schema comparativo delle posizioni di Commissione Europea, Consiglio e Parlamento UE.