
Voglio segnalarvi una lecture tenuta recentemente da uno degli scienziati più attivi nel dibattito internazionale sulle biotecnologie in agricoltura. Indiano di origine, C. S. Prakash vive e insegna negli Usa, ed è stato eletto nella più grande associazione scientifica del mondo, l’American Association for the Advancement of Science (AAAS).
La sua conferenza, presso il centro della AAAS dedicato alle evidenze scientifiche nelle questioni di interesse pubblico con sede a Washington, ripercorre i progressi fatti negli ultimi sessant’anni nel campo della sicurezza alimentare (ovvero per soddisfare la domanda crescente di cibo della popolazione mondiale). Consiglio di guardarlo (a partire dal minuto 11) soprattutto per i grafici che illustrano in modo visivamente molto efficace i risultati ottenuti finora e le sfide ancora da vincere, per continuare a produrre quanto necessario in modo sostenibile.
Suggerisco anche di ascoltare (dal minuto 43) la tavola rotonda finale, moderata dalla botanica Lisa Ainsworth con la partecipazione di Anastasia Bodnar (analista di politiche biotech) e Kate Tully (docente di agroecologia). Tra le domande più interessanti poste a loro e a Prakash:
1) Quale è stata l’invenzione più rivoluzionaria a cui ha assistito nel corso della sua vita?
2) Se potesse tornare indietro nel tempo, all’inizio della Rivoluzione verde, e disponesse delle conoscenze che abbiamo adesso, cosa suggerirebbe di fare diversamente?
3) Se potesse tornare all’inizio degli anni ’90, prima della commercializzazione dei primi OGM, cosa cambierebbe sapendo ciò che è successo dopo?
4) Cosa bisognerebbe fare per convincere più giovani a scegliere le scienze agrarie come campo di studio e di lavoro?
Un assaggio delle riposte date dai relatori: 1) Ingegneria genetica / sequenziamento dei genomi / telerilevamento. 2) Ampliare la varietà di specie su cui lavorare e non puntare solo sull’aumento della produttività / applicare un approccio agroecologico. 3) Migliorare tratti che portano benefici visibili ai consumatori, utili in cucina. 4) Insegnare tematiche relative a cibo e alimentazione a scuola / comunicare le opportunità hitech offerte in questo campo, dalla genetica ai droni all’agricoltura di precisione / puntare sui cambiamenti climatici come spinta motivante.