
Dimenticate Odin, il controverso kit che veniva venduto online dall’altrettanto controverso “biohacker” Josiah Zayner (far giocare le persone a sviluppare batteri antibiotico-resistenti non è certo una buona idea). All’Università di Stanford hanno messo a punto un kit per esperimenti in vitro “cell-free”, facile da usare e sicuro perché il bersaglio è un innocuo pigmento. E il bello è che costa meno di un caffè americano (due dollari).
Il paper che ne spiega il funzionamento è uscito su Nature Communications, ma per una descrizione divulgativa consigliamo l’articolo di Phys.org. Non permette certo di fare ricerca nel senso vero del termine, e aggira le difficoltà dell’editing genomico su cellule (per vedere un grande giornalista scientifico cimentarsi con un vero esperimento di editing e fallire qui c’è Jon Cohen di Science. a dimostrazione del fatto che CRISPR sarà anche una tecnologia semplice ma non ci si può improvvisare gene-editor).
Lo scopo del nuovo kit (e di altri in via di sviluppo) ovviamente è educational: ragazze e ragazzi fanno esperimenti a scuola, per imparare la biologia e la genetica, e la sfida è dare loro un assaggio delle potenzialità di CRISPR. Dunque democratizzare l’accesso alla tecnologia più in voga per l’editing genomico e, magari, far scattare la scintilla nella prossima generazione di scienziati.
Salve,mi chiedo se proposto alle scuole in Italia e in altri paesi europei che accoglienza puo avere.
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Me lo chiedo anche io, ma ci sono soggetti che potrebbero esplorare questa possibilità, come la Fondazione Golinelli a Bologna
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