
L’Italia ha una grande tradizione nella ricerca sulla malaria ed è interessante che lo strumento più innovativo per combattere questa malattia nel prossimo futuro sia stato messo a punto con il fondamentale contributo di un italiano. Andrea Crisanti è noto ai più per le intuizioni che ha avuto sull’epidemiologia del Covid e per le numerose apparizioni televisive legate prima alla pandemia e poi alla sua attività di senatore. Ma la sua fama scientifica resterà legata per sempre a un altro settore: lo sviluppo di stratagemmi genetici basati su CRISPR per eliminare le zanzare vettrici della malaria.
Negli ultimi anni ho riferito di questo filone di ricerca a più riprese, sia sul Corriere della Sera (ad esempio qui e qui) che su Le Scienze, sia su Osservatorio Terapie Avanzate che su questo blog in svariate occasioni. Ora sono tornata a farlo per recensire questo libro sul numero di luglio di Le Scienze.
Interessante la parte storica, imperdibile quella genetica (anche se a tratti un po’ ostica). Tra le altre cose scrivo che i lettori interessati al dibattito etico innescato da questo filone di frontiera chiuderanno questo volume con più domande che risposte, ma avranno comunque impiegato bene il loro tempo. Perché si tratta del primo saggio divulgativo interamente dedicato al tema, e conoscere la scienza dei gene drive è un presupposto indispensabile per poi discutere vantaggi e limiti del loro futuro utilizzo.