Dolce come un pomodoro editato

Pomodori variamente colorati, come in questa copertina. Arricchiti di vitamina D, come quelli sviluppati con il contributo degli scienziati italiani. Resistenti alle piante parassite (orobanche) come quelli allo studio sempre in Italia. Pomodori ridomesticati, come se fosse possibile riavvolgere e far ripartire a velocità accelerata il film della domesticazione. Persino pomodori naturalmente piccanti. Non c’è dubbio che CRISPR stia facendo faville con questo frutto/ortaggio così centrale nella nostra cucina e tanto importante per l’economia globale (se ne producono 186 milioni di tonnellate in tutto il mondo). L’ultimo della serie è il pomodoro extra-dolce, che ha avuto l’onore di essere descritto in un paper su Nature.

E’ made in China, ma sta raccogliendo applausi su scala internazionale. Un taglio a due geni e voilà, i livelli di glucosio e fruttosio sono saliti fino al 30% rispetto alla controparte convenzionale, senza contrappassi sul piano della resa. Nei pomodori selvatici c’è ancora una grande diversità genetica, che è andata parzialmente persa nelle varietà domestiche. Il meglio, probabilmente, deve ancora arrivare.

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