
Sembra la cover di un magazine dedicato al design e invece è il supplemento tecnologico pubblicato dall’Economist a marzo. “L’età di CRISPR”, recita il titolo. All’interno ben otto articoli dedicati ai filoni più caldi dell’editing genomico: dalle terapie geniche aglli xenotrapianti, dai gene drive alle piante geneticamente corrette. Non nasconde le difficoltà, tra company dell’editing a corto di finanziatori e difficoltà regolatorie. Comunque il tono è quello giusto: la fase del sensazionalismo è passata, ma CRISPR è qui per restare.
Sempre sul sito dell’Economist, segnaliamo anche il podcast con un’intervista a He Jiankui, lo scienziato cinese dello scandalo CRISPR babies (le tre bambine con il genoma editato prima di nascere, nel tentativo di renderle immuni al virus dell’AIDS). Del loro stato di salute non sappiano nulla, è noto invece che l’esperimento ha presentato diversi problemi tecnici ed etici. Incredibilmente però l’artefice, che ha scontato tre anni in prigione, ora afferma di essere contrario a monitorare la salute delle bambine (“non sono topi da laboratorio”).