C’era una volta la mutagenesi a.C. (avanti CRISPR)

Prima dell’editing genomico, prima degli OGM, la mutagenesi si faceva con le radiazioni. Questo sistema è stato utilizzato anche per modificare varietà di grano duro che, attraverso gli incroci, hanno contribuito alla produzione della pasta consumata in Italia. La faccenda degli “spaghetti atomici” è spesso evocata nel dibattito sulle biotecnologie agrarie, per enfatizzare il fatto che le tecniche di oggi sono infinitamente più precise di quelle di ieri. Ma pochi conoscono questa storia nella sua complessità. Una storia italiana degli anni ’50-’70, che viene ricostruita da Francesco Cassata dell’Università di Genova in questo numero speciale di Agricultural History.

A seguire la traduzione dell’abstract dell’articolo e una fotografia del cosiddetto “Campo Gamma”, situato presso il Centro Casaccia nei pressi di Roma.


Vista aerea del Campo Gamma (1960, archivio privato di Luigi Rossi)

Fondato nel 1960 vicino a Roma e sostenuto dalla Commissione per l’Energia Atomica degli Stati Uniti e dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, il Centro Casaccia per gli Studi Nucleari ha svolto un ruolo fondamentale nel trasformare quello che è diventato noto come “mutation breeding” da un insieme incerto di tecnologie in una solida area di ricerca e sviluppo a livello nazionale e internazionale. All’epoca era in corso una lotta per l’autorità sulla selezione delle piante tra i sostenitori dell’uso dell’energia nucleare e quelli di metodi più efficaci dal punto di vista dei costi, come la selezione genealogica o l’ibridazione. Il Centro Casaccia implementò strategicamente un programma di ricerca basato su due elementi cruciali: in primo luogo, l’uso del “campo gamma”, un’area circolare con una sorgente di raggi gamma retrattile al centro, dove le piante in crescita potevano essere esposte a un’irradiazione cronica; in secondo luogo, il lancio di un ampio programma di selezione delle mutazioni del grano duro, tipicamente utilizzato per la produzione di pasta. Attingendo a diverse fonti d’archivio, questo articolo mostra come entrambi i programmi siano stati fondamentali per legittimare e sostenere l’uso dell’“atomo pacifico” in agricoltura su scala nazionale e globale.

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