
Sono nati al Roslin Institute dell’Università di Edimburgo, lo stesso centro che nel 1996 ha dato i natali alla pecora Dolly. Ma a renderli speciali questa volta non è stata la clonazione, ma l’editing. Grazie a un colpetto di CRISPR, infatti, questi maiali sono diventati immuni a una malattia virale altamente contagiosa e spesso letale: la peste suina classica.
Come spiega lo studio pubblicato sulla rivista Trends in Biotechnology, è bastato intervenire su un singolo gene (DNAJC14) per impedire al virus di replicarsi e ottenere una protezione totale senza effetti negativi sulla salute o sullo sviluppo. La peste suina classica è stata debellata in gran parte d’Europa, ma resta endemica in vaste regioni del mondo, tra Asia, Africa e America Latina, dove causa sofferenze, abbattimenti e gravi perdite economiche, nonostante le campagne di vaccinazione. L’annuncio del Roslin, dunque, è un’altra dimostrazione che CRISPR può trovare utili applicazioni nel settore zootecnico, anche se le restrizioni normative e le incertezze del mercato stanno ritardando la commercializzazione della carne editata.